Imparare una lingua non è solo grammatica e parole ....

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gluca
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Imparare una lingua non è solo grammatica e parole ....

Post by gluca » Tue Apr 13, 2010 11:48 am

Imparare una lingua, per me , vuol dire esplorare
altri mondi, navigare sui mari della comunicazione per approdare
nei sapori di altre culture , nei cuori di altre realtà .
Viaggiare per ritrovare se stessi, scoprire, in quello che sembra così distante e diverso,
che i bisogni dell'animo umano sono gli stessi, al di là delle parole,
delle regole e delle culture.

Vi voglio pertanto offrire un assaggio di "Italianità" ,
proponendovi una canzone in dialetto ( sotto la traduzione in Italiano )
di un cantautore della mia città, Genova, Fabrizio de Andrè.

Il testo è in Genovese , parla dei Marinai del loro rientro dopo un lungo
periodo di navigazione, della loro estraneità alla terra ferma, a cui
inevitabilmente fanno ritorno, ma che ormai comprendono sempre meno (
gente de Lûgan facce da mandillä qui che du luassu preferiscian l'ä -
gente di Lugano ( la svizzera per un marinaio e la terra ferma che più ferma
non si puo' ) , facce da tagliaborse ( delinquenti ) che della spigola preferiscono
l'ala ( la spigola è un pesce e ala non ne ha , quindi gente di un mondo veramente
lontano da quello dei marinari e del loro mare) ) .

I marinai che respirano acqua e sale, che hanno vissuto luoghi ed esperienze così forti da segnare il loro animo in maniera indelebile, una rottura così profonda da farli sì, ritornare a cercare la terra, i suoi sapori e suoi istinti, ma che inevitabilmente li costringe ad afferare quella "corda marcia d'acqua e di sale che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare"-

Il marinaio è in ognuno di noi , il mare è il nostro mondo interiore: il nostro spazio più intimo dove rifugiamo le nostre debolezze e forgiamo il nostro carattere. Il mare è il posto dove si aggrovigliamo i nostri problemi, dove culliamo i nostri sogni , dove affoghiamo nelle nostre paure. Il mare è il nostro rifugio e al contempo la deriva
in cui siamo destinati a perderci .

La canzone ripropone inoltre i sapori di Genova, dei suoi vicoli, dei suoi cibi, dei suoi luoghi . ( Celebre, nella sua versione originale, in chiusura,
la cantilena monotona delle voci del mercato del pesce di piazza Cavaour )


La canzone ( ascoltatela ne vale la pena ):

http://www.youtube.com/watch?v=Mq1wJcQlDZY

Il testo in Genovese :

Creuza de mar

Umbre de muri muri de mainé
dunde ne vegnì duve l'è ch'ané
da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa
e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua
e a muntä l'àse gh'é restou Diu
u Diàu l'é in çë e u s'è gh'è faetu u nìu
ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria
e a funtan-a di cumbi 'nta cä de pria
E 'nt'a cä de pria chi ghe saià
int'à cä du Dria che u nu l'è mainà
gente de Lûgan facce da mandillä
qui che du luassu preferiscian l'ä
figge de famiggia udù de bun
che ti peu ammiàle senza u gundun

E a 'ste panse veue cose ghe daià
cose da beive, cose da mangiä
frittûa de pigneu giancu de Purtufin
çervelle de bae 'nt'u meximu vin
lasagne da fiddià ai quattru tucchi
paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi

E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi
emigranti du rìe cu'i cioi 'nt'i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä


La traduzione in Italiano :

MULATTIERA DI MARE

Ombre di facce facce di marinai
da dove venite dov'è che andate
da un posto dove la luna si mostra nuda
e la notte ci ha puntato il coltello alla gola
e a montare l'asino c'è rimasto Dio
il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido
usciamo dal mare per asciugare le ossa dell'Andrea
alla fontana dei colombi nella casa di pietra
E nella casa di pietra chi ci sarà
nella casa dell'Andrea che non è marinaio
gente di Lugano facce da tagliaborse
quelli che della spigola preferiscono l'ala
ragazze di famiglia, odore di buono
che puoi guardarle senza preservativo
E a queste pance vuote cosa gli darà
cose da bere, cose da mangiare
frittura di pesciolini, bianco di Portofino
cervelli di agnello nello stesso vino
lasagne da tagliare ai quattro sughi
pasticcio in agrodolce di lepre di tegole
E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli
emigranti della risata con i chiodi negli occhi
finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere
fratello dei garofani e delle ragazze
padrone della corda marcia d'acqua e di sale
che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

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Davide
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Post by Davide » Tue Apr 13, 2010 12:45 pm

Ho appena guardato il video - una canzone bella bella. Per me, ha dei caratteristici celtici - specialmente gli strumenti che suonano.

Grazie per questo. :)

scaredprincess
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Post by scaredprincess » Tue Apr 13, 2010 2:19 pm

Grazie, è davvero bellissimo questo sito.
Se avessi un laboratorio linguistico o la fantomatica lavagna multimediale a disposizione a scuola gli studenti di sicuro si divertirebbero un sacco a gareggiare tra loro;-)
Ora mi cimento anche io con qualche canzone francese, chi sa se pretendono gli accenti :shock:

gluca
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Post by gluca » Tue Apr 13, 2010 2:55 pm

Sono contento del gradimento ;-)

De Andrè era un genio, sia dal punto di vista dei testi che degli arrangiamenti e della musica.

Era un cantautore dissacrante . Il simbolo degli emarginati, del cammino difficile , della strada sbagliata.

Suggerisco qualche altra canzone ( le più particolari ) che vale la pena ascoltare ed approfondire.

A disposizione per qualsiasi approfondimento :-)

- Bocca di rosa

da wiki :<<
Bocca di Rosa è una delle canzoni più famose di Fabrizio De André, nonché quella che, come ha dichiarato in un'intervista televisiva concessa a Vincenzo Mollica, il cantautore genovese considerava più cara e più vicina al suo modo di essere.
A testimonianza di quanto questa canzone sia entrata nell'immaginario collettivo, si può citare il fatto che l'espressione "bocca di rosa" è entrata nel linguaggio comune, essendo usata - se pur erroneamente - come eufemismo di prostituta; erroneamente in quanto, in realtà, come si afferma nel testo, Bocca di rosa l'amore non lo faceva "per professione",
ma "per passione". [5]
La canzone racconta la vicenda di una donna forestiera che con il suo comportamento passionale e libertino sconvolge la quiete del "paesino di Sant'Ilario". Viene presa di mira la mentalità perbenista e bigotta della popolazione, che non tollerandone la condotta riesce alla fine a farla espellere dalle forze dell'ordine. Il testo risulta infatti particolarmente duro e sprezzante nei confronti delle donne cornificate («l'ira funesta
delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso»), il cui atteggiamento è contrapposto in negativo a quello di Bocca di rosa («metteva l'amore sopra ogni cosa»). Alla forzata partenza di Bocca di rosa assistono commossi tutti gli uomini del borgo, i quali intendono «salutare chi per un poco portò l'amore nel paese». Alla stazione successiva la donna viene
accolta in modo trionfale e addirittura voluta dal parroco accanto a sé nella processione.>>

http://www.youtube.com/watch?v=SBGZ1Edz ... re=related

- La città Vecchia

A ritmo di mazurca De André racconta frammenti di vita dello strano popolo dimenticato che vive presso il porto di Genova, «in quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori»:
puttane, vecchi sbronzi, ladri, nani e assassini.

La morale finale è un po' la summa del pensiero di De André:
« Se tu penserai e giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese.
Ma se capirai, se li cercherai
fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo »

http://www.youtube.com/watch?v=sgd3Pc6SE-8

- Geordie

Isparata alla numero 209 delle Child Ballads

Versione in Italiano ( De Andrè )
http://www.youtube.com/watch?v=oolJ5G5Njxc

Versione in Inglese ( JOAN BAEZ )
http://www.youtube.com/watch?v=Jyuu-ylW ... re=related

- Don Raffaè

Da wiki :<<
Don Raffaè nasce dalla collaborazione di Fabrizio De André con Massimo Bubola per la stesura del testo, con Mauro Pagani per la scrittura della musica. L'uso del dialetto non è comunque inusuale per lo stile dell'artista, in quanto appartenente al periodo della svolta world del cantautore.

La canzone è una denuncia della situazione delle carceri nostrane negli anni ottanta, e della sottomissione dello Stato al potere delle mafie[4][5].

Viene citato infatti un brigadiere di Polizia Penitenziaria del carcere di Poggioreale ormai lacchè piegato al boss in galera[6][7], ma anche la condizione di vita agiata all'interno del carcere dello stesso boss[8]. Il brigadiere ha come unica speranza di miglioramento della propria condizione, quella di chiedere intercessione al boss Don Raffaè: per trovare lavoro o una casa, per ottenere giustizia, ma anche per un cappotto elegante da poter usare ad un matrimonio[4].

Secondo le parole dello stesso De Andrè, «la canzone alludeva a Raffaele Cutolo»[9] noto camorrista e fondatore della Nuova Camorra Organizzata[10], sebbene né lo stesso De Andrè né il coautore Massimo Bubola disponessero «di notizie di prima mano sulla sua detenzione»[9]. Anche lo stesso Cutolo pensò a una dedica alla sua persona e si premunì di scrivere al cantautore genovese per complimentarsi[9], meravigliandosi inoltre di come De Andrè fosse riuscito a cogliere alcuni aspetti della personalità e della vita carceraria del boss, senza avere a disposizione informazioni dettagliate[9]. De Andrè rispose alla lettera di Cutolo per ringraziarlo, ma evitò di continuare il carteggio con il boss[9].

Il ritornello della canzone è una citazione del brano O ccafè di Domenico Modugno.

Una incisione del brano è stata realizzata in coppia con Roberto Murolo, ed una esecuzione è stata cantata dai due in occasione del Concerto del Primo Maggio del 1992. >>


http://www.youtube.com/watch?v=aqVnV5f_ ... re=related

- Princesa ( La storia di un transessuale )

Princesa trae spunto dall'omonimo libro autobiografico di Fernanda Farias De Albuquerque, scritto con l'ex brigatista romano Maurizio Iannelli, in cui viene narrata la storia della transessuale brasiliana Fernandinho che abbandona l'infanzia contadina per seguire il suo desiderio di femminilità, trasferendosi in città per correggere chirurgicamente l'errore della natura, diventare finalmente donna e, citando il testo della canzone, correre "all'incanto dei desideri".

http://www.youtube.com/watch?v=pe-30wInVgY

- Khorakhané (A forza di essere vento)

Struggente pezzo incentrato sullo stile di vita e l'assoluta libertà del popolo Rom (la parola "Khorakhanè" indica appunto una tribù d'origine Rom). I Rom vengono qui dipinti come un popolo senza una vera casa e per questo totalmente liberi e privi di condizionamenti economico-sociali. Da qui la metafora, il senso del pezzo: la vita è come il viaggio di uno
zingaro, che parte senza sapere la meta e senza, soprattutto, curarsi di questa, perché il fine diventa solo un interessante particolare, non lo scopo dell'esistenza umana! "...per la stessa ragione del viaggio viaggiare..."

Nel corso del concerto tenuto al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998, Fabrizio De André dichiarò a proposito del popolo Rom: «Sarebbe un popolo da insignire con il Nobel per la pace per il solo fatto di girare per il mondo senza armi da oltre 2000 anni».

La coda di questo brano è scritta in romaní, la lingua dei Rom; ad esso collaborò un amico rom di Fabrizio. Nel disco in studio questo finale in lingua rom è cantato dalla moglie di De André, Dori Ghezzi; dal vivo il finale è spesso interpretato dalla figlia di De André, Luvi.

http://www.youtube.com/watch?v=YqlGwCgFbtk

- Fabrizio De Andrè La Ballata Dell'Amore Cieco

wiki:<Il brano narra la tragica storia di un «uomo onesto, un uomo probo» che si innamora follemente di una femme fatale di chiara ispirazione baudelairiana, la quale come prova d'amore prima gli impone di uccidere la madre e poi di togliersi la vita. Tuttavia quando si accorge che il poveretto muore felice è presa da sgomento, perché il suo vanitoso
atteggiamento di superiorità le si rivolge contro: mentre l'altro spira ridendo a lei non rimane nulla, «non il suo amore, non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene».

In tal modo De André esce dal canone, dal topos letterario, mostrando anche l'umana fragilità del personaggio[3].

Il testo drammatico stride con irriverenza con l'allegro ritmo di swing della musica, con tanto di un «tra-la-la-lalla, tra-la-la-lero» degno di una gioiosa filastrocca.[4]
>

http://www.youtube.com/watch?v=nZ2vJGw- ... re=related

- Fabrizio De Andrè - Un Giudice live con PFM

da wiki: <<

Un giudice è tratta dalla storia di Selah Lively, un nano che studia giurisprudenza e diventa giudice e si vendica della sua infelicità attraverso il potere di giudicare e condannare (giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male), incutendo timore a coloro che prima lo deridevano; inginocchiandosi però nel momento finale non conoscendo affatto la statura di Dio. Grande importanza anche qui, come nel matto il tema dell'invidia, che diventa ancora una volta il motore dell'agire del personaggio, in questa canzone De Andrè ci mostra come l'opinione che gli altri hanno su di noi ci crei disagio e sconforto. Il giudice diventa una carogna, per il semplice fatto che gli altri sono sempre stati carogne con lui, si abbandona quindi il tema malinconico dell'invidia provata dal matto e si trova un'invidia che trova nella vendetta l'unica cura possibile.
>>
http://www.youtube.com/watch?v=dBteSLui ... re=related

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