Sa poui abitare in Italia per un anno.....?

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stefano2
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Post by stefano2 » Mon Sep 13, 2010 9:53 am

forse turino, non lo sa perche ! ma e' un citta' molto intrestante! molto storica!
Inglese più difettoso italiano difettoso

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ladybird
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Post by ladybird » Mon Sep 13, 2010 12:33 pm

Non sono mai andata in Italia quindi non posso scegliere. :(
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Cresasso
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Post by Cresasso » Mon Oct 11, 2010 9:58 pm

Se potessi abitare in Italia un'anno, non ci abiterei senza tanti, ma proprio tanti soldi!

L'Italia fa schifo. Ci sono sempre piu` clandestini, c'e` sempre meno possibilita` di lavoro, sempre piu` nepotismo, sempre piu` crisi. Ci sono stato 1-3 volte all'anno a visitare la mia patria dal 1998 e devo dire che da quando e` arrivato l'Euro, l'Italia ha subito un brutto declino, peggio ancora gli ultimi 3-4 anni.

L'Italia e` una nazione abbastanza ricca grazie a "old money". Putroppo, c'e una stagnazione economica strepitosa dato alla tassazione eccessiva, minima mobilita` del capitale, possibilita` di lavoro inesitenti, ed una psicologia nazionale che risale al medioevo, se non l'epoca romana!

Se dovessi abitare in Italia, avrei come minimo un patrimonio di 10-20 millioni di dollari (10-20 million dollars!); piu` se dovessi viviere al sud di Roma per potere permettermi di pagare il "pizzo" e protezione necessaria per potere vivere senza che ti brucino la casa, rapiscono i bambini, o ti mettano una bomba nella tua automobile. Questo sarebbe un minimo perche` il costo di vivere e alto, piu` alto che quasi tutte le altre nazioni aparte posti come Londra o Parigi. Come straniero non residente in un pase che utilizza l'Euro, sarei molto vulnerabile alla volatilita` dell'Euro contro le altre monete. Non solo questo, ma devi tenere di conto che gli stipendi in Italia sono bassissimi rispetto al tenore di vita! Si avrebbe bisogno di un'esagerazione di soldi in riserva per mantere il tenore di vita cui ti saresti abituato in Norvegia (o qualsiasi altra nazione). I prezzi magari non sarebbero tanto piu` bassi (magari sarebbero piu` alti), ma il tuo stipendio sarebbe bassisimo, e questo se avresti la fortuna di trovarti qualche lavoro in nero, perche` ormai nessuno offre piu` i posti di lavoro.

Ricoradti anche che l'Italia e` in dietro rispetto alla crisi. Ci sono stato a Giugno di quest'anno, e tirano brutti venti proprio come l'estate del 2008 in America prima che la banca Lehman crollasse, iniziando il panico di questa crisi.

Come Italiano residente all'estero, gli ultimi dieci anni mi hanno rattristito.... passo tante ore in malinconia a pensar a quello che potrebbe essere stato del nostro bellissimo paese.

Sotto certi aspetti, il fatto che l'Italia non cambia mai mi e` rimasto simpatico. L'Italia del 1998 era la stessa Italia del 1983 quando dovetti fuggerla. La validazione dei ricordi della mia bellissima infanzia fu molto emozionante per me. Ma non si vive di reddito. Bisogna cambiare ed adattarsi; gli unici cambiamenti subiti in Italia secondo me sono le sofferenze e gli effetti collaterali della mancanza dell'Italia ad adattarsi al mondo attuale.

Ma se proprio vorresti sapere le mie racommandazioni....

Bologna e` molto brutta, ma molto centrale. Se vorresti, durante la tua permanza visitare l'Italia settentrionale, vivere nei sobborghi di Bologna (non nel centro) non potrebbe essere eccessivamente caro, e ti permette una prossimita` a tanti bei posti.

Il nord-est e` anche molto bello, e ospita un popolo meno stressato, meno frettoloso e piu` adatto ai cambiamenti economici degli ultimi 10 anni se proprio devi trovare lavoro in Italia e non sei un riccone come George Clooney.

Anche se l'ideale della dolce vita e l"Italiano che la sappia godere sono morte coll'arrivo dell Euro, devo dire che se sei un mega-migliardario, l'Italia, anche per ragioni artistiche, culturale e architettoniche, non parliamo della gastronomia, rimane ancora il piu` bel posto al mondo da spendere il tuo patrimonio. Ma non aspettarti lo stereotipo della "dolce vita", va bene?

Se vuoi mi poi scrivere un messaggio, ma credo che mi sia spiegato.....

Buona fortuna.
Cittadino del mondo (a` la Garibaldi, sempre scappando...)

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polideuce
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Post by polideuce » Tue Oct 12, 2010 9:16 am

Cresasso wrote:Se potessi abitare in Italia un'anno, non ci abiterei senza tanti, ma proprio tanti soldi!
Guarda io ho "le pezze alle terga", per non essere volgare, ma ci vivo benissimo :)
Cresasso wrote:L'Italia fa schifo. Ci sono sempre piu` clandestini,
questo perché l'Italia è solo da pochi anni divenuta una società multietnica e non sappiamo esattamente come gestire le varie minoranze che si sono aggiunte a quelle storiche presenti sul nostro territorio.
Inoltre siamo i soli, insieme a pochi altri paesi europei, ad aver avviato degli accordi concreti coi paesi dai quali i barconi di clandestini partono; per questi clandestini l'Italia è solo una porta per l'Europa la quale si volta dall'altra parte e lascia che il mio paese si sobbarchi oneri e onori di un problema che necessiterebbe di un approccio comunitario.
Proprio grazie agli accordi decennali coi paesi mediterranei dell'Africa l'immigrazione clandestina è diminuita; va da sé che sino a quando le condizioni nei paesi poveri non saranno migliorate l'immigrazione non si fermerà
Cresasso wrote:c'e` sempre meno possibilita` di lavoro, sempre piu` nepotismo, sempre piu` crisi. Ci sono stato 1-3 volte all'anno a visitare la mia patria dal 1998 e devo dire che da quando e` arrivato l'Euro, l'Italia ha subito un brutto declino, peggio ancora gli ultimi 3-4 anni.
su questo nulla da dire
Cresasso wrote:L'Italia e` una nazione abbastanza ricca grazie a "old money". Putroppo, c'e una stagnazione economica strepitosa dato alla tassazione eccessiva, minima mobilita` del capitale, possibilita` di lavoro inesitenti, ed una psicologia nazionale che risale al medioevo, se non l'epoca romana!
Per quanto riguarda la "psicologia nazionale" dissento; le cose sono cambiate talmente tanto negli ultimi anni, dalla fine della guerra per intenderci, da rendere il paese irriconoscibile a chi è nato negli anni '40.
Come in tutte le nazioni esistono fasce di popolazioni più colte e zone più arretrate; ma è necessario operare dei distinguo, generalizzare non è corretto.
Cresasso wrote:Se dovessi abitare in Italia, avrei come minimo un patrimonio di 10-20 millioni di dollari (10-20 million dollars!)
;

tutti quei soldi non li vedrò mai neppure dipinti, eppure arrivo alla fine del mese avendo delle spese dovute a casa, cibo, auto etcc...
Bisogna essere pratici e non farsi illusioni né in un senso, ma neppure nell'altro.
E' chiaro che se uno straniero vuole trasferirsi qui deve innanzi tutto sapere bene la lingua, avere dei contatti già sul territorio e avere un posto di lavoro, perché qui, come altrove, non si vive di rendita
Cresasso wrote:piu` se dovessi viviere al sud di Roma per potere permettermi di pagare il "pizzo" e protezione necessaria per potere vivere senza che ti brucino la casa, rapiscono i bambini, o ti mettano una bomba nella tua automobile.
Qui lascio che qualcuno che vive al Sud ti smentisca o ti dia ragione; ho amici che vivono a Caserta e nessuno di loro mi ha mai fatto questo quadro da "far west"

Cresasso wrote:Questo sarebbe un minimo perche` il costo di vivere e alto, piu` alto che quasi tutte le altre nazioni aparte posti come Londra o Parigi.
No. Sono stato a Londra più di una volta e ti assicuro che vivere a Londra è come vivere a Roma o Milano; nessuna grande città è economica.
Coi soldi spesi per stare tre giorni a Londra ci vivevo cinque giorni, circa, al mio paese
Cresasso wrote:Come straniero non residente in un pase che utilizza l'Euro, sarei molto vulnerabile alla volatilita` dell'Euro contro le altre monete.
l'Euro è una moneta abbastanza stabile, molto più stabile della Lira che è stata svalutata più volte nel tempo. L'Euro da quando è in corso non è mai stato svalutato.
La vita in Italia costa esattamente come prima; se consideri uno stipendio medio di 1300€ e quanto costa la vita, ti rendi conto che quei €1300 equivalgono ai vecchi 1.300.000£.
L'equivalenza doveva essere 2.000£=1€ ma a causa del liberismo del governo, che non è intervenuto nell'economia a calmierare i prezzi, l'equivalenza è stata 1.000£=1€
Cresasso wrote:Non solo questo, ma devi tenere di conto che gli stipendi in Italia sono bassissimi rispetto al tenore di vita! Si avrebbe bisogno di un'esagerazione di soldi in riserva per mantere il tenore di vita cui ti saresti abituato in Norvegia (o qualsiasi altra nazione). I prezzi magari non sarebbero tanto piu` bassi (magari sarebbero piu` alti), ma il tuo stipendio sarebbe bassisimo, e questo se avresti la fortuna di trovarti qualche lavoro in nero, perche` ormai nessuno offre piu` i posti di lavoro.
Si e no; gli stipendi sono bassi, ma il costo della vita, fuori dalle città, dove comunque la retribuzione è diversa, il costo della vita non è cambiato. Ovviamente però dipende dal tenore di vita al quale una persona è abituata; immagino però che sia normale mettere in conto dei sacrifici se si parte da zero in un paese che non si conosce
Cresasso wrote:Ricoradti anche che l'Italia e` in dietro rispetto alla crisi. Ci sono stato a Giugno di quest'anno, e tirano brutti venti proprio come l'estate del 2008 in America prima che la banca Lehman crollasse, iniziando il panico di questa crisi.
E' vero che tira una brutta aria però siamo messi meglio della Spagna, del Portogallo, della Grecia e nella produzione industriale attualmente siamo secondi solo alla Germania.
L'Italia è un paese di risparmiatori, pur avendo stipendi bassi, buona parte di questi viene risparmiato e accantonato, questo vuol dire che non facciamo ricorso sovente a prestiti bancari.
La maggior parte di noi acquista per quel che si può permettere e il resto lo risparmia; in questo modo le probabilità di avere crisi bancarie come quella britannica o americana sono molto, molto, basse
Cresasso wrote:Come Italiano residente all'estero, gli ultimi dieci anni mi hanno rattristito.... passo tante ore in malinconia a pensar a quello che potrebbe essere stato del nostro bellissimo paese.

Sotto certi aspetti, il fatto che l'Italia non cambia mai mi e` rimasto simpatico. L'Italia del 1998 era la stessa Italia del 1983 quando dovetti fuggerla. La validazione dei ricordi della mia bellissima infanzia fu molto emozionante per me. Ma non si vive di reddito. Bisogna cambiare ed adattarsi; gli unici cambiamenti subiti in Italia secondo me sono le sofferenze e gli effetti collaterali della mancanza dell'Italia ad adattarsi al mondo attuale.
l'Italia del 1998, o di adesso, è molto differente da quella del 1983. Le cose sono cambiate enormemente da allora, non sempre in meglio è vero, ma non siamo un paese immobile
Cresasso wrote:Ma se proprio vorresti sapere le mie racommandazioni....

Bologna e` molto brutta, ma molto centrale. Se vorresti, durante la tua permanza visitare l'Italia settentrionale, vivere nei sobborghi di Bologna (non nel centro) non potrebbe essere eccessivamente caro, e ti permette una prossimita` a tanti bei posti.
sfido la periferia di qualunque città a definirsi "bella".
Bologna è una bella città, il centro è meraviglioso, e, tra le grandi città, cioè capoluogo di regione, è sicuramente più vivibile di altri posti
Cresasso wrote:Il nord-est e` anche molto bello, e ospita un popolo meno stressato, meno frettoloso e piu` adatto ai cambiamenti economici degli ultimi 10 anni se proprio devi trovare lavoro in Italia e non sei un riccone come George Clooney.
sicuramente il Nord Est è più dinamico, ma non lo definirei meno stressato...
Cresasso wrote:Anche se l'ideale della dolce vita e l"Italiano che la sappia godere sono morte coll'arrivo dell Euro
Non è vero; io non navigo nell'oro eppure la domenica vado sempre da qualche parte e se non posso arrivarci in auto per la distanza, prendo il treno che sarà pure in ritardo cronico, ma ha un prezzo affrontabile ed è economico.
In Italia posso usare i mezzi pubblici risparmiando sensibilmente rispetto al trasporto con la mia auto
Cresasso wrote:devo dire che se sei un mega-migliardario, l'Italia, anche per ragioni artistiche, culturale e architettoniche, non parliamo della gastronomia, rimane ancora il piu` bel posto al mondo da spendere il tuo patrimonio.
Non so che posti tu abbia frequentato, ma io trovo moltissimi posti dove mangiare bene per meno di 20€, pago un massimo di €7 per entrare in musei palazzi, ma molti sono ad ingresso gratuito, vi sono posti dove alloggiare a €35 a notte...e via discorrendo

Cresasso wrote:Ma non aspettarti lo stereotipo della "dolce vita", va bene?
Su questa parte concordo; i problemi ci sono, non sono piccoli, ma non sono neppure il quadro catastrofico che ne hai fatto
Cresasso wrote:Se vuoi mi poi scrivere un messaggio, ma credo che mi sia spiegato.....

Buona fortuna.
Cittadino del mondo (a` la Garibaldi, sempre scappando...)
La tua mi pare una valutazione non particolarmente obbiettiva ed eccessivamente allarmistica...

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Peter
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Post by Peter » Tue Oct 12, 2010 2:32 pm

ottima risposta, Gabriele. Penso che ognuno sappia che Italia ha i suoi propri problemi, ma questo è vero di ogni Paese. Tredici anni di socialsmo qui nell'UK ci hanno lasciato con moltissimi - troppi - problemi; e stare un stato membro dell'unione europea non ci ha mai aiutato. Però, c'è moltissimo che mi piace del mio Paese, non meno la bellezza naturale, che anche ha Italia. Passare del tempo fra tale bellezza, dove c'è tanta tranquillità, come ho fatto recentemente, rende più accettabile tutto quello che ogni tanto mi arrabbia. Non ne dubito moltissimi italiani si sentono lo stesso.

Parliamoci chiaro, c'è più alla vita che preoccuparsi della politica, l'immigrazione, il crimine organizzato, l'essere politically correct - sebbene io non lo sia! - e tantissime altre cose. Divertiamoci la vita! :D :D

Cresasso
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Post by Cresasso » Thu Oct 14, 2010 11:42 am

Sono felicissimo che non siete d'accordo con me. Purtroppo credo che sia una questione di esperienze....

Economicamente, sono come un ragazzo che per la prima volta dopo aver preso l'ennesimo bidone dalle ragazze Italiane si e` rimorchiato in riviera una bella turista Svedese, Tedesca o Belga che gliela da. Siamo emigrati all'inizio degli anni 80, figurati. Rimasti in Italia non saremmo morti di fame, ma insomma.....

Una volta che assaggi la prosperita`e opportunita` disponibile all'estero, e` molto piu` bello ritornare in Italia da signore straniero che a mala pena arrivare alla fine del mese come tante famiglie Italiane. Ti posso dare tanti, ma tanti esempi di gente che ho conosciuto fin da ragazzi o bambini che piu` o meno hanno seguito lo stesso corso di studio ma che siano ancora costretti a vivere coi genitori per ragioni economiche. Non e` per sbaglio che l'Italia ha cosi poche nascite!

Forse ho torto, spero di avermi sbagliato, ma secondo me l'Italia non sta male, ma e` un paziente in rianimazione. E` stata valutata 78esima qualche anno fa per liberta` economica tra la Turchia (stato quasi dittatoriale perche` l'esercito e` dappertutto) e Capo Verde, un paese del 3o mondo. Quest'anno sembra che le cose siano miglorate, e solamente 74esima...

http://www.heritage.org/index/ranking.aspx

Economicamente per me il costo d'opportunita` sarebbe entro 10-20m di dollari, questo non e` un'esagerazione.

Ripeto, non possiedo somme tali, e forse non le potro` mai avere. Pero quasi se risparmio, sto attento, e lavoro fino l'eta` di 75 anni come voglio perche` mi piace il mio lavoro. Non a dire che fare quello che faccio in America sia facile in Italia. Ho studiato tanto, sacrificato, messo da parte etc. fra l'altro, tanto di quello che mi rende do piu` in America non sarebbe neanche fattibile in Italia, come si potrebbe fare?

Si deve tenere di conto anche lo stipendio perso (perche` come in tutti i lavori, si guadagna molto di piu` all'estero), ma anche il pericolo di dovere fare lo scambio in Euro, perche tutte le monete sono volatili una rispetto all'altro. Col passare degli anni, lo scambio (a parte una moneta semi invalida come la vecchia Lira) e` un cosi` detto "zero sum game". Putroppo, le occasioni si presentano quando uno ha bisogno di liquidita`, e quando succede questo si e` gia` in estremo, quindi quando hai bisogno dei propri fondi, e` allora che lo scambio ti rovina!

Malgrado questo, 10 millioni di dollari non sono tanti soldi quando ti metti a fare i conti. Hai notato le valutazioni degli assetti? Anche un portafoglio ben diversificato usando fondi indice avra` difficolta rendere oltre la tassazione e l'inflazione. I calcoli piu` ottimistici indicano che sarebbe un miracolo avere un rendimento attuale di aumentare il potere d'acquisto superiore al 1-2% all'anno.

Le opportunita` e scelte d'investimento in Europa sono molto inferiori a quelle in America. Benche` si potrebbe trovare qualche ETF indice diversificata/indice mercato intero tipo il DJ Stoxx 600 or qualche ETF obbligazionaria, questi investimenti non sono utilizzati da molti cittadini e quindi ci sono problemi di liquidita` e costi opaci che non vengono rivelati nei TER etc. Poi a parlare di opacita` il mondo finanziario e MOLTO piu` opace in Italia, fa sembrare un MBS sub prime Americano chiaro come il mar Ageo delle isole Greche!

Anche a lasciar la maggior parte del patrimonio all'estero, dopo arriva il trattamento "delle caverne di Ali Baba" (bravo Tremonti) sia dall'America che dall'Italia. Quindi le somme quotate sono la somma di tutti i costi, problemi, rischi, spese, tasse, malinconie e reddito sacrificato se dovessi ritornare in Italia ora (sono giovane, quindi l'orizzonte e` lungo).

Non si parla di questioni della disponibilita` del capitale, anche se di oggi giorno e` piu` facile in Italia che per esempio la Spagna dove le banche volgioni scaricarti le loro fregature d'immobigliare a prezzi pre-crisi.

Si, e` possibile essere felici e sicuri in Italia, ma come in tutto il mondo, aiuta lavorare in proprio. Cosi` hai l'agriturismo, il ristorante, l'azienda vinicola, e magari qualche casina o appartamentino che affitti a delle vecchiette li vicino e scarichi tutto, inclusa la tua BMW e quella della moglie e di dutti i figli. Anche questa pacchia sta finendo. In Italia, dovrei pagare quasi il doppio di tasse che pago, quindi anche se avessi lo stesso reddito nominale, avrei la meta` del potere d'acquisto (anche perche` c'e` un IVA del 20% in Italia, in America se sai come e dove comprare non c'e`).

Poi il sistema e` chiuso ai liberi imprenditori. Si, l'Italia e` molto industrializzata e` ha conservato la manufatturia, ma come cavolo si potrebbe aprire una piccola azienda. Se sei figlio di papa` e ce l'hai gia` in famiglia e` un conto, ma "if you're on the sidelines", ci vuole tanto, tanto sacrificio con risultati molto incerti rispetto all'estero.

Insomma, per una persona giovane, abile, industriosa e talentata l'Italia rispetto al resto del mondo occidentale non e` un bel posto da realizzare i propri sogni.

Al sud, beh, ogniuno a la propria opinione. Parlo solo di quello che mi e` stato detto da un paio di finanzieri di cui i loro racconti, forse anche esagerati, mi hanno dato i brividi. E anche una famiglia di insegnanti che non potevano bocciare certi sudenti a causa di... ahem, chi vuol capire capisca. Una di loro e` emigrata in Germania con dei bellissimi risultati invece, ed e` molto felice rispetto al meridione, anche perche` porta a casa piu` del doppio nella busta paga.

Insomma, si va sempre d'accordo quando incontri qualcuno che condivide le proprie opinioni.

Questo articolo descrive molto bene le mie esperienze economiche dell'Italia

http://www.nytimes.com/2010/08/01/busin ... italy.html

Se vincessi il lotto, ci ritornerei subito in Italia, ma senza un grande capitale, preferisco visitare di rado...

Auguri[/i]

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polideuce
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Post by polideuce » Thu Oct 14, 2010 3:40 pm

Per il sistema previdenziale italiano il mio lavoro è "parasubordinato"; il che vuol dire che quando andrò in pensione riceverò una bella lettera di risate dall'INPS :D
Sempre che non estendano l'età pensionabile sino al funerale, nel quale caso, se non altro, sarò sicuro di averla la pensione :asd:
D'altronde meglio un "parasubordinato" che nulla...
Non sto a rispondere punto per punto, perché molte cose che hai scritto le condivido, anzi mi sembra stavolta una valutazione più equilibrata; sicuramente l'Italia non sta messa bene e la prognosi è riservata, ma questo non vuole dire che le cose non possano migliorare, o che l'ambiente sia così restrittivo da rendere la vita un inferno.
Sono convinto che l'adesione all'Unione Europea non possa che farci del bene sotto molti punti di vista.
La maggior parte dei nostri problemi risiedono in abitudini che funzionavano nel passato ma che ora si sono incancrenite divenendo dannose, ma non le si può estirpare; vanno cambiate culturalmente e la cultura ha tempi molto lunghi.
Per esempio: il problema della mafia e risale, più o meno, all'invasione Normanna; come si fa a scardinare rapidamente un meccanismo così vecchio e collaudato? che è stato favorito poi dai Borbone come controllo sociale?
Il campanilismo qui al Nord è vecchio come il proverbiale cane di S.Rocco; considera che Parma e Reggio Emilia non hanno condiviso neppure uno stadio insieme, cosa avrebbe migliorato le casse di entrambe le municipalità, per ruggini che risalgono ai tempi in cui la Berta filava (oggi andiamo di citazioni di vecchi modi di dire :asd:)....e via di seguito, potrei citare altri esempi di abitudini poco salubri.
Se il contesto non è certo promettente l'Italia, però, funziona a macchie; a zone disastrate ce ne sono altre che funzionano, non ostante tutto, a meraviglia.
Il pericolo è quello di vedere le cose con gli occhi dell'illusione, o con quelli della disillusione; nessuno dei due punti di vista darà un quadro completo.
Il paragone con gli USA non regge; non sono stati tra di loro paragonabili per moltissime ragioni e in Italia il modello americano non potrebbe mai funzionare (della qual cosa, dato il sistema sanitario e previdenziale che vige negli USA, sono più che contento).
Personalmente preferisco anche pagare l'IVA al 20% e altre tasse pur sapendo di poter contare su vari ammortizzatori sociali.
Anche il paragone USA-UE non può reggere, perché l'Unione Europea (Russia esclusa) non ha materie prime. Il benessere in Europa deriva da un passato imperialista e dalla gestione, più o meno oculata, della ricchezza da esso derivata.
Proprio perché soggetti a mutamenti, in quanto organismi "vivi", gli stati sono soggetti a fasi alterne; al momento l'Italia non è in una bella fase, ma passerà.
Sono anche contento che tu ne abbia dato un quadro prima molto fosco e poi più equilibrato, ma egualmente non idilliaco, perché la mia paura è che molti stranieri pensino all'Italia con gli occhi del turista; ma le cose sono complicate e per gestirle ci vuole una classe dirigente capace che al momento, ma neppure nel passato recente, non abbiamo.

...ah...e in Italia per avere un minimo di sicurezza è meglio essere lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato, eventi rarissimi oggi, perché diversamente "tiri a campare".
L'Italia inoltre è stata industrializzata a forza durante il ventennio, ma essendo privi di materie prime dobbiamo importare tutto; il nerbo dell'economia italiana non sono le grandi industrie, ma le piccole e medie imprese che vengono, per giunta, tassate con allegria dal governo.
Il problema è quando tassi le fasce medie della popolazione, ma prevedi sgravi per gli estremi; passi per chi è povero, ma chi è schifosamente ricco no.
Tutto questo per dire che la soluzione sta nel mettere le cose a posto a casa nostra sapendo che ci vorrà del tempo, che non sarà facile, che costerà caro e che perché funzioni l'aiuto europeo deve rimanere quello che è ora; una lontana influenza che ci metta davanti al funzionamento delle cose all'estero, perché i problemi nostri li dobbiamo risolvere noi.

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