A tribute To Franco Battiato

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Quintus
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Re: A tribute To Franco Battiato

Post by Quintus » Tue May 14, 2013 5:03 pm

Itikar wrote:Scusami del fatto che ti risponda solo ora. È che gli esami s'avvicinano e sono parecchio preso dallo studio.
Non ci pensare. Immagino che da qui a metà luglio e oltre le sessioni d'esame estive ti vedranno molto impegnato. Ti auguro ogni successo nei difficili studi che hai intrapreso.
Ti confermo che quella sopra, così come tutto il messaggio, era una battuta scherzosa. Trattavasi tuttavia di una di quelle battute che sia sono scherzose, sia dicono verità.

Son d'accordo con te poi sul fatto che a Battiato il turpiloquio non si addica. Infatti ironizzavo più che altro su chi si scandalizzava per la definizione e prendeva provvedimenti con "effetto immediato", mentre chiudeva occhi e orecchie di fronte agli insulti perpetrati tutti i giorni verso cittadini di ogni sesso ed età tramite le nostre istituzioni.
Qualche giorno fa non so se ti rammenti l'abominevole gesto di Gasparri1 che con disprezzo mostrò il dito medio ai cittadini che protestavano. Mi chiedo ove fosse allora l'effetto immediato. L'unica cosa immediata fu lo stesso Gasparri che accusava altri di fomentare un clima di violenza! Parmi affatto che tutto ciò si commenti da sé.
Infatti si commenta da sé. I reggicoda del cavaliere sono, prima di ogni altra cosa, loschi figuri in perfetta malafede e tali occorre sempre considerarli quando ci si trova a riflettere su ciò che dicono e su ciò che fanno. Poi essi sono anche altre cose sulle quali preferisco tacere, anche se solo momentaneamente e solo per non abusare dello spazio ragionevolmente concesso a queste pagine. Gasparri meriterebbe di più, ma come vedi mi sforzo anch'io di usare un linguaggio da educande.
Pur non essendo necessario eccedere è oggettivo che se si parla di ciò che è ripugnante non si possono usare vocaboli fini e delicati, altrimenti si corre il rischio di sminuire o fornire un'idea falsata di esso. Ed è proprio questa sincerità di fondo che adoro di Battiato.
Condivido al 100000%.
Magari sapessi bene l'arabo come Battiato, ma ahimè non è così. Abbriccico qualche parolina che rammento sì e no. :(
Ad ogni modo questo non è un bellissimo periodo per andare nei paesi arabi. Magari tra qualche annetto però chissà.
Sono certo che sarebbe una vacanza molto interessante se, come dici, fosse possibile.
Penso anche che non ci aspetti la sorte di Cipro perché la situazione italiana è fondamentalmente diversa da quella di quell'isola, sotto molteplici aspetti. Quanto ad uno sviluppo simile alla Grecia però non ci metterei la mano sul fuoco.
Ma anche lì, comunque, l'Italia non è la Grecia, non tanto per l'economia o i differenziali, quanto per la nostra posizione nei confronti dell'Europa.
Eran battute, anch'esse, che dicevano una cosa in maniera scherzosa, ma erano anche vere. Nel senso che a derubarci e a distruggerci, come stanno facendo ai nostri cugini del mediterraneo orientale, ugualmente ci proveranno.
Condivido all'1000000%. L'Italia non ha mai preso dall'Europa un solo centesimo di euro a titolo di aiuto. Ma questo lo sanno tutti ed è inutile parlarne. Quello che invece forse non tutti sanno è che siamo noi che diamo soldi all'Europa per salvare altri paesi. Da un lato abbiamo gli speculatori internazionali che ci vedono come una grossa bestia da abbattere e dall'altro la finanza europea che ci usa come un bancomat per coprire i buchi di bilancio di altri paesi. Tutto si può dire di me meno che io sia un sostenitore delle politiche dell'ex ministro Tremonti. Ma hai visto com'è l'uomo: è un creativo, e quando è lontano dal giro delle sue brutte amicizie politiche e non viene messo alle strette riesce a disquisire con una certa pacatezza. Tra un'erre moscia e l'altra puoi anche cavarne qualcosa di interessante. Ecco il suo modo di vedere, da una trasmissione di "Servizio pubblico" di qualche mese fa:

«
L'Italia viene usata come un bancomat per coprire i vuoti di bilancio fatti tra banche e Stati della Germania, della Francia, dell'Olanda, dei Paesi del nord. I paesi molto più in crisi di noi, la Spagna, la Grecia, l'Irlanda e il Portogallo hanno delle posizioni di debito che sono a rischio per chi è in credito, perché tutto è collegato. Il meccanismo per tappare quel buco viene configurato come salva stati, e allora la gente dice "Ehi, c'è un meccanismo salva stati che serve per salvare i greci, gli spagnoli, e altri popoli e paesi". In realtà è solo un salva banche, cioè le banche tedesche e francesi che gli han dato i soldi. La Germania e la Francia hanno un buco di bilancio devastante, molto più grande del nostro, e quindi non vedo perché noi dovremmo pagare per il loro buco di bilancio. Questa è la ragione per cui vogliono questa politica e tra l'altro hanno tutti un enorme interesse a condizionarci.
»

Ciò detto, il fatto che questa Europa da barzelletta, ma purtroppo tragicamente perniciosa, tenti di massacrarci lentamente è, per così dire, fisiologico, viste le relazioni tra i paesi europei negli ultimi 2000 anni. E se questo periodo sembrasse troppo lungo basterebbe limitarsi a ricordare i rapporti intercorsi tra le economie europee negli ultimi trent'anni. Ogni paese fa il suo interesse, è ovvio: mors tua vita mea è il motto imperante. Ma quello che si sopporta molto male è la causa prima della patologìa, vale a dire i nostri politici ingordi, inetti e, quel che è peggio, codardi fin nel midollo, incapaci di rappresentarci in sede europea. I più alti in grado che si aggirano tra costoro sono, per dirla con Sciascia, i quacquaraqua, e poi giù a capofitto. In fondo al baratro sguazzano i gradi infimi: i corrotti, i faccendieri, quelli sotto inchiesta, i condannati fino all'ennesimo grado di giudizio, i collusi, i ruffiani, i voltagabbana, il troiaio insomma di cui ci parlava Franco Battiato.

Da questa gentaglia voglio però tenere distinti i giovani parlamentari dell'M5S e anche un grande numero di giovani parlamentari democratici. E nella grande comunità ideale di queste persone ci voglio mettere anche gli appartenenti a movimenti della società civile ed a partiti minori che, godendo o meno di una piccola rappresentanza parlamentare, la loro battaglia la combattono comunque, essendo tutti mossi da una comune idealità a dispetto degli sforzi che certuni fanno per strombazzarne le diversità. Se queste forze riuscissero, non dico a coagularsi, ma almeno a coalizzarsi, quell'intensa emozione familiarmente chiamata strizza, per esempio quella prodotta dalla sensazione dell'imminente perdita degli emolumenti, sortirebbe effetti prodigiosi pur dentro il bunker dove lor signori se ne stanno tuttora asserragliati.
Come dici tu occorrerà solo attendere pazientemente che i tempi si facciano maturi. :)
Mi piacerebbe aggiungere delle note su questo punto, ma lo farò prossimamente perchè sto cercando del materiale sui giorni drammatici dell'elezione del presidente.

Ciao,
Quintus

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