Real Time Italian Speech Encoding

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Ron Weasley

Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Ron Weasley » Wed Jul 10, 2013 10:07 pm

Grazie calum, grandioso, persino meglio del traduttore di google a mio parere, anche se questo non e' un traduttore ^^

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Quintus
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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Quintus » Thu Jul 11, 2013 12:24 am

calum wrote:Qualche anno fa ho scoperto Loquendo, un' azienda italiana, che ha prodotto un programma capace di trasformare testo in parola piuttosto bene in diverse lingue.

(Da allora è stata acquisita da un concorrente: Nuance)

Lo potete provare qui gratis.

Nella versione integrale, il sottofondo musicale è rimosso.

saluti,
Calum

E' in assoluto uno dei migliori che ho sentito, anche se un tantino troppo veloce, non solo per il gioco della codifica, voglio dire, ma anche per fini didattici generali. Sarebbe interessante, pure per me, avere qualcosa che gira dal lato server (runs on the server side) e che si possa comandare con un hyperlink dove il testo da leggere viene passato nell'URL, come nel caso di google, rispettando la modalità del php:

{url=http://translate.google.it/#it/bg/Cosa%20fai%20quando%20non%20hai%20la%20scuola%3F%0AVado%20a%20giocare%20a%20pallone}{/url}

Così tutti potrebbero usufruirne da qui senza installare software nel PC, essendo ormai tutti i browser in grado di restituire in audio file wav e mp3 audio (quando ho provato con Dialogo (vedi sopra) il loro server ha restituito al mio browser un file di 384 Kb, Paola-1.wav)

Credo che il loro prodotto, che hanno continuato a chiamare Loquendo, faccia ovviamente anche questo, ma sono molto avari nel dare informazioni sui loro prodotti. Sembra che tengano tutto sotto chiave:

http://www.nuance.com/support/loquendo/index.htm

Preferirei qualcosa in vendita però, non in "affitto".

Saluti,
Quintus

-
P.S.
Dimenticavo: se avete Adblock o altre utility per bloccare la spazzatura con cui vi bombardano il browser la demo TTS interattiva di Nuance potrebbe non funzionarvi, come è successo a me. In tal caso disattivate temporaneamente il programma di blocco.

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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Quintus » Thu Jul 11, 2013 2:15 pm

Ron Weasley wrote:A volte io con il traduttore di google copio-incollo intere pagine di wikipedia in altri lingue e poi le ascolto. Stranissimo vedere le differenze tra i vari accenti. L'avro' fatto almeno in una trentina di lingue : P

Ovvìa, ci son riuscito finalmente! Ho ritrovato l'indirizzo di un altro di questi sintetizzatori in cui m'imbattei tempo fa. Non sarebbe disprezzabile, il problema è che non sempre si riesce a vedere ad occhio nudo il boxettino d'immissione del testo.

Ora, va be', io te lo passo Ron, ma sta' attento per cortesìa, non mi far avere rimorsi, quella ragazza pare molto nervosa. Non le mettere il cursore del mouse sotto il naso. Non vorrei che tenesse una pistola nella borsetta. Non mi piace come guarda. Sìi molto prudente.

Il nome è comunque azzeccatissimo: oddcast, niente di più odd, ma oddcast è simpatico e ti offre anche effetti speciali. Per esempio l'altro giorno avevo detto:

Quintus wrote:P.S.2
Pensa di usare una Smm-m per sommommolo. Ti viene roba fine:
sommommmommommmommomlommom
E se c'è anche l'eco?
sommommmommommmommomlommom ommom ommom ommom ommom ommom ommom ommom ommom


Ed eccolo qui l'eco:

Enter Text: sommommmommommmommomlommom
Language: Italian
Voice: Valentina (ma anche Federica e Silvia vanno bene. Tutte, però, abbisognanti di camomilla)
Effect: Echo
Level: (on)

<Sintetizzatore oddcast >

[A sommommolo (masculine) is downright an uppercut. The word is reported in Devoto-Oli, hence it is an Italian word, but in my opinion it preserves a strong Florentine taste. Devoto-Oli reads: «Frittella (pancake) di pasta lievitata, senza zucchero, di forma rotondeggiante». Boh, I've never heard of that or eaten a sommommolo either. Then: «Pugno o ceffone dato con violenza (forse con allusione al gonfiore che procura)» [Punch or slap dealt with violence (perhaps with some allusion to the swelling it causes)] This is better, but it's not a question of swelling. It's an onomatopoeic word. What happens if you take an uppercut, that's an upward punch straight to your chin? It happens you start stuttering, you go mm mom mmob m ubm bubm. That's all. Now, if you apply a sequence Smm-m (i.e. mmam, mmem, mmim, mmom, mmum) to sommommolo you have the above reported sommommmommommmommomlommom]

Ron Weasley wrote:Nei pressi dell'Arno sta questo poco? Ammazza, non pensavo che le rive dei fiumi fossero cosi paludose. Sicuramente mi piace Jurassic Park, ma di certo non voglio essere mangiato vivo dalle zanzare giganti, mi danno fastidio e riescono a entrare in casa nonostante abbiamo la zanzariera dappertutto. Invece qui a Napoli non posso farmi il bagno al mare, perche' e' sporchissimo, e quindi ogni volta che mi viene la voglia di farlo devo andare o in piscina o devo aspettare di andare in vacanza, mamma mia :(

Ho esagerato un po', è vero. Non è che la riva dell'Arno è paludosa, anzi è secca come il Sahara d'agosto. E' che, a valle del ponte alla Vittoria, il parco delle Cascine e le vaste aree adiacenti, tutti ricchi di vegetazione (finché il sindaco non avrà trovato il modo di farla fuori, che se lo sogna di notte) contribuiscono ad aumentare la moltitudine delle zanzare fameliche che circolano nella calura della stagione estiva. Ma dato che Jurassic Park (alias Firenze) è mèta di tanti ignari turisti, gli dedicherò un paio di messaggi nel tuo thread "Where will you go this summer?" e lì sarò serio. Promesso. Intitolerò il paragrafo "La balneazione in Arno a valle della pescaia di Santa Rosa" ( :wink: )

Ron Weasley wrote:Allora si, tuzzulea significa bussava, pero' non prendere alla lettera la canzone, e' vero la finestrella si trova a 5 metri da terra, pero' il cantante intendeva un "bussava" metaforico, non fisico ^^
Il verbo di tuzzulea non e' ne' tuzzulare e' tuzzulere, ma tuzzuliare, quindi comunque di prima coniugazione : )
Forse qualche verbo sardo inizia con tuzzu, visto che il dialetto sardo e' pieno di u xd
se provo a codificare queste frasi mi si imbroglia la lingua e non la riusciro' a districarla prima di agosto, sperando di essere in tempo per la vacanza ahah. A proposito, non andro' piu' a Parigi, per una serie di problemi di organizzazione, ma proprio a Firenze, per due giorni. Potrei passare davanti alla tua casa xdd

Ahhh ecco ecco ecco. Quindi la passione mia non significava "la mia ragazza, alta sei metri, bussava alla finestra (di chi, poi?)", significava proprio "il mio desiderio della ragazza mi faceva (metaforicamente) bussare alla sua finestra".

Grazie.

Ora però per terminare il gioco mi ci vorrebbero almeno le prime tre persone del presente indicativo di tuzzuliare (ma meglio anche tutte le persone). Sulla rete ho trovato che in napoletano ci sono due coniugazioni: i verbi con infinito in à (prima con.) e quelli con l'infinito in é e ì (seconda con.). Fin qui tutto bene, sono infiniti con elisione (sebbene altrove si trovino anche verbi che terminano in ere). Il problema è che altri ancora avvertono che molti verbi sono irregolari proprio nel presente indicativo e naturalmente non fanno nemmeno un esempio. A me sembra che tuzzuliare (o tuzzulià che dir si voglia) sia uno di questi. Come fa la prima persona? Io tùzzulio? Con l'accento sulla prima u? O tuzzùlio, sulla seconda? Mah, tutto questo mi suona mooolto bislacco! Dopo interminabili ricerche ho trovato questo dizionario,

http://www.antoniogarrisiopere.it/31_c0 ... Itali.html

che dice:

presente: tuzzulìu, ecc.
imperfetto: tuzzuliàa, ecc.
p. remoto: tuzzuliài, ecc.
participio: tuzzuliatu

A parte che qui non mi ci vorrebbero gli "ecc.", come vedi il dizionario è di leccese, cioè pugliese, e quindi non va. Devo però dire che "io tuzzulìu" (io busso, I knock) mi suona molto, molto meglio.

-

Dovrei esser qui ad agosto perché ho da lavorare. Potrebbe darsi che nella seconda metà di agosto faccia un salto al borgo natìo di mio padre, Cetona, nella Toscana del sud, dove si usa dire "Fai la brava cìtta". Non città, proprio cìtta, con l'accento sulla i, che significa bambina: cìtta, cìtto, o cittìna e cittìno. Laggiù si cominciano nettamente a distinguere i primi accenti e le prime espressioni laziali. A Cetona, paesello medievale, le grosse pietre di granito delle viuzze più antiche hanno due solchi lisci e profondi, prodotti dai cerchi in ferro delle grandi ruote dei carri da fieno trainati dagli animali da soma. Per mille anni son passate di lì le ruote dei carri e per mille anni la pietra è stata pazientemente consumata fino a conservare l'impronta delle ruote come se fosse argilla. Non so se quelle pietre siano ancora lì tuttavia, perchè è un secolo che non vado giù.

Ma, comunque sìa, farò, sia per te che per quelli a cui interessa, nel thread che ho detto innanzi, un minuscolo programma per chi visita Firenze in the scappa e fuggi mode. Che poi sarebbe quello che farei io se dovessi venire a Firenze per uno o due giorni [1]

Ciao!
Quintus


-
[1] Andrei a Boboli, traendone ispirazione per esercitarmi con una Sb-b-b: Bo-bobobo-bo-bobobo-li-bibibi (provate con l'eco! Ma senza i trattini, e provate anche con Roberto!)

Ron Weasley

Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Ron Weasley » Fri Jul 12, 2013 10:56 am

ammazza la ragazza di oddcast è veramente nervosa! grazie per l'avvertimento quintus, la freccia del mouse la fa impazzire, pensa di avere una pistola puntata contro xdddd però è bellina la voce

per firenze grazie, sarebbe splendido un thread per spiegare botta e risposta i suoi itinerari, comunque io ci vado dal 26 al 28 agosto, quindi nella seconda metà purtroppo : (

ecco le sei persone del presente indicativo di tuzzuliare (non so come si scrive correttamente la lettera finale dei verbi, però si pronunciano tutti con una vocale neutra a metà tra la A e la O, la indico comunque con O ):
i' (io) tuzzuleio
tu tuzzulìe (più sulla E cade l'accento)
isso (egli) tuzzuleia (più sulla A cade l'accento)
nuje (noi) tuzzuliamm
vuje (voi) tuzzuliate
llor (essi) tuzzuleiano

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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Quintus » Sun Jul 14, 2013 11:09 pm

Ron Weasley wrote:ecco le sei persone del presente indicativo di tuzzuliare (non so come si scrive correttamente la lettera finale dei verbi, però si pronunciano tutti con una vocale neutra a metà tra la A e la O, la indico comunque con O ):
i' (io) tuzzuleio
tu tuzzulìe (più sulla E cade l'accento)
isso (egli) tuzzuleia (più sulla A cade l'accento)
nuje (noi) tuzzuliamm
vuje (voi) tuzzuliate
llor (essi) tuzzuleiano

Grazie Ron per la coniugazione di tuzzulià. Magari ci fossi stato tu qui al tempo della mia lunga tirata sui gigli di Cimitile, tutto mi sarebbe stato più semplice. I verbi come tuzzulià e, se non erro, anche murmulià, sembrano proprio irregolari nel presente indicativo, almeno confrontandone le voci con quelle degli esempi riportati qui:

<Verbi napoletani>

Sulla rete tutti ti rivogano avere, essere e qualche altro comunissimo verbo. Ma quanto a informazioni effettive e dettagliate, nisba.

Il gioco con le sequenze Szz-zz non mi sta per il momento venendo come vorrei, perciò lo rimando a data da destinare così ci penso su ancora un po' prima del final cut.

Ron Weasley wrote:ammazza la ragazza di oddcast è veramente nervosa! grazie per l'avvertimento quintus, la freccia del mouse la fa impazzire, pensa di avere una pistola puntata contro xdddd però è bellina la voce

E' vero, la voce è veramente bellina, tanto che l'altra sera m'è venuto in mente di confrontare la lettura di una frase in italiano da parte di oddcast con quella dell'ottimo sintetizzatore Loquendo di Nuance, presentatoci giorni or sono da calum. Ebbene, i due prodotti sono in realtà lo stesso prodotto. In altre parole, l'insieme TTS (Text-To-Speach) delle API di Nuance è lo stesso di quello usato dal simpatico oddcast di Vocalware. Evidentemente Nuance s'è decisa a vendere almeno una copia del suo prezioso software che tiene gelosamente sotto chiave (e, tra parentesi, secondo me fa benone).

Ecco dunque alcune informazioni che potrebbero interessare coloro che usano questi sintetizzatori come ausilio per l'apprendimento delle lingue. Se andate su oddcast e seguite il collegamento "Online TTS Developer API. Try it for FREE!" che si trova sotto la cornice dell'applicazione, vi ritrovate dentro l'ambiente di Vocalware ed esplorandolo arrivate qui:

<Demo di Vocalware>

Se infine, in un'altra tag del vostro browser, aprite la demo TTS di Nuance:

<Demo di Nuance>

vi accorgerete che i nomi dei personaggi che leggono il testo sono esattamente gli stessi nelle due demo, così come identico è l'insieme dei controlli dei due sintetizzatori. L'unica differenza è che la possibilità di usare gli effetti speciali è stata rimossa, probabilmente perchè in applicazioni commerciali sarebbe apparso poco professionale consentire l'alterazione delle impostazioni del pitch, della duration, dell'eco, e così via, per non parlare della ragazza con la pistola nella borsetta :D

Dunque le due demo possono essere entrambe usate con identici risultati, ma la demo di Vocalware ha il vantaggio di non avere musica in sottofondo.

Il brano che ho impiegato per valutarne un po' meglio le prestazioni è questo mio testo che faceva parte del messaggio precedente. La ragione per cui l'ho scelto è che presentava tre incisi (in blu e grassetto) rispetto al flusso del discorso principale (in blu), e tutti sanno che gli incisi non sono facili da pronunciare mentre il discorso principale va tenuto in sospeso. Gli incisi sono difficili per tutti, eccetto che per i nostri politici, i quali ne fanno certi di durata degna dell'apnea di un pescatore di perle, anche se va detto però che nel loro caso il discorso principale è sempre assente.

«Non è che la riva dell'Arno è *paludosa, *anzi, è secca come il Sahara d'agosto. E' che, a valle del ponte alla Vittoria, il parco delle *Cascine e le vaste aree *adiacenti, tutte zone ricche di vegetazione, contribuiscono ad aumentare la moltitudine delle zanzare *fameliche che circolano nella calura della stagione estiva.»

In corrispondenza delle parole segnate con l'asterisco la macchina erra nella tonalità (tonality) e procede con la cadenza di lettura di un bollettino radiofonico, dove la suddivisione dei periodi avviene tipicamente per gruppi di durata modesta cosicché la tonalità riassume lo stesso valore all'inizio di ogni gruppo (tonicity) dando l'impressione che la frase ricominci ogni volta dall'inizio. Nel caso dell'esempio, in corrispondenza delle parole asteriscate il tono (pitch) viene erroneamente innalzato.

Nonostante tale difetto, peraltro poco pronunciato, questo sintetizzatore è a mio avviso uno dei migliori. E' anche molto adatto a prender pratica nell'ascolto di una lingua, con l'aggiunta, volendo, di divertirsi un po' con oddcast.

Ricordate che se avete Adblock o altre utility per bloccare il ciarpame che vi bambarda il browser come gli asteroidi bombardano la superficie lunare, la demo TTS interattiva di Nuance potrebbe non funzionarvi. In tal caso occorre disattivare momentaneamente il programma di blocco.

Ron Weasley wrote:per firenze grazie, sarebbe splendido un thread per spiegare botta e risposta i suoi itinerari

Non è certo un problema! Sarò anzi felicissimo di parlarvi di Jurassik Park mettendomi dalla vostra parte di ospiti in arrivo per una visita scappa e fuggi, dedicando particolare spazio all'aspetto del fuggi per quando le zanzare tyrex vi sfonderanno la rete protettiva e irromperanno nella vostra stanza.

Se vuoi puoi aprire tu stesso un altro thread qui in Quattro chiacchere, oppure si continua su quello sulle vacanze estive.

In fiduciosa attesa del suo pregiatissimo riscontro, la preghiamo di accettare i nostri più distinti saluti. :wink:

Quintus

-

Ron Weasley

Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Ron Weasley » Tue Jul 16, 2013 10:25 am

hahah, mi era sfuggito che quei due siti sono collegati ^^ però a mio parere è sempre meglio vocalware, perchè oltre che non ha musica di sottofondo ha anche più lingue di destinazione. non lo sapevo che le parole scritte in grassetto o in asterisco il sintetizzatore le pronuncia in maniera diversa, pensavo che un sintetizzatore quando ha a che fare con un testo, in qualsiasi forma è presentato, lo legge così com'è : 3 quindi anche se scrivi parole in corsivo le legge diversamente?

che ci vuoi fare col napoletano, è una lingua poco diffusa, si ritiene che nel web debba essere presentato solo l'essenziale. scommetto che se cerco nel web altri dialetti sarà lo stesso, e sarà così anche nelle altre lingue non italiane poco diffuse, per esempio quelle africane o l'islandese, l'irlandese ecc solo wikipedia dice un po' di più su di loro (perciò per me wikipedia è una miniera d'oro <3)

per firenze si può anche continuare nella discussione delle vacanze estive, tanto siamo in tema : ) (scommetto che voi fiorentini avete sviluppato un'arte per il fuggi dalle zanzare, in tal caso sarò molto lieto di apprendere le vostre mosse xd)

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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Quintus » Tue Jul 16, 2013 2:24 pm

Ron Weasley wrote:hahah, mi era sfuggito che quei due siti sono collegati ^^ però a mio parere è sempre meglio vocalware, perchè oltre che non ha musica di sottofondo ha anche più lingue di destinazione. non lo sapevo che le parole scritte in grassetto o in asterisco il sintetizzatore le pronuncia in maniera diversa, pensavo che un sintetizzatore quando ha a che fare con un testo, in qualsiasi forma è presentato, lo legge così com'è : 3 quindi anche se scrivi parole in corsivo le legge diversamente?

No, aspetta Ron, non volevo dire quello. Il grassetto l'ho usato per mettere in evidenza gli incisi per i nostri amici forestieri e gli asterischi li ho aggiunti dopo aver ascoltato la lettura, in modo da contrassegnare i punti in cui secondo me il sintetizzatore sbaglia nel tono e dare così a voi tutti la possibilità di mettere a confronto le vostre impressioni con le mie. Se copi e incolli quel testo nella finestra del sintetizzatore né grassetto né asterischi né tipo di caratteri lo influenzeranno (salvo eventuali trattini, che corrispondono a pause come le virgole). Sono stato troppo sintetico tuttavia. Calum mi ha fatto spesso notare che scrivo messaggi troppo brevi e io invece quasi mai gli dò ascolto. Cercherò di correggermi :wink:

che ci vuoi fare col napoletano, è una lingua poco diffusa, si ritiene che nel web debba essere presentato solo l'essenziale. scommetto che se cerco nel web altri dialetti sarà lo stesso, e sarà così anche nelle altre lingue non italiane poco diffuse, per esempio quelle africane o l'islandese, l'irlandese ecc solo wikipedia dice un po' di più su di loro (perciò per me wikipedia è una miniera d'oro <3)

Wikipedia è una miniera d'oro a tutti gli effetti: per essere un'enciclopedìa ha un livello elevatissimo di dettaglio, maggiore di quello di tanti altri siti che trattano argomenti specifici. Ed è a quelli che mi riferivo. Quello dei dialetti è un punto sul quale ci terrei veramente a dire qualcosa di più. Ma, come altre volte, devo rimandare al prossimo futuro.

per firenze si può anche continuare nella discussione delle vacanze estive, tanto siamo in tema : ) (scommetto che voi fiorentini avete sviluppato un'arte per il fuggi dalle zanzare, in tal caso sarò molto lieto di apprendere le vostre mosse xd)

Confesso che quella del dedicare spazio alle tecniche del fuggi era una piccola bugìa. Purtroppo non abbiamo quasi niente. Solo delle corde che, quando la situazione si fa seria, buttiamo giù dal davanzale per calarci in strada ed evitare l'inseguimento per le scale. Ma è ovvio che la superiorità numerica del nemico è schiacciante. A quella tecnica si potrebbe affiancare lo jogging, per tenersi in forma. Ma lo jogging va fatto alla Cascine, che sono proprio il luogo dove i tyrex si annidano. Quindi rimane poco e nulla: un po' di palestra. Alternativamente ci sarebbe il tiro alla pistola che va però esercitato in un modesto poligono autorizzato che si trova, indovina dove? alle Cascine, al Piazzale del Re, di fianco alla Facoltà di Agraria.

Comunque va bene per continuare nella discussione delle vacanze estive. Tra qualche giorno comincio col piccolo itinerario che avevo detto, ma se hai domande specifiche vai tranquillo per primo tu.

Quintus

-

Ron Weasley

Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Ron Weasley » Tue Jul 16, 2013 4:06 pm

capito ; ) non trovo affatto che sei troppo sintetico nei discorsi, infatti la maggior parte dei tuoi messaggi prende tutto lo schermo del computer : PP, semmai lo sono io un poco, visto che i miei a malapena si avvicinano al quarto

noooo, che peccato che ci sono poche mosse per sfuggire al nemico pubblico della nostra pelle : (( allora vada per il tiro con la pistola, la mira ce l'ho visto che faccio tiro con l'arco, non dovrebbe essere difficile imparare anche con la pistola : P

solo una domanda specifica ho su firenze (la scrivo qua perchè credo sia l'unica): gli uffizi li hai mai visitati? ne vale la pena??

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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby calum » Tue Jul 16, 2013 4:39 pm

Ron Weasley wrote:capito ; ) non trovo affatto che sei troppo sintetico nei discorsi, infatti la maggior parte dei tuoi messaggi prende tutto lo schermo del computer ...



Ciao Ron,

Quintus ti prende in giro, lui è famoso per le sue spiegazioni esaustive.

I suoi ultimi messagi sono davvero corti, avrai dovuto vederli prima!



Calum

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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Ron Weasley » Tue Jul 16, 2013 9:11 pm

calum wrote:
Ron Weasley wrote:capito ; ) non trovo affatto che sei troppo sintetico nei discorsi, infatti la maggior parte dei tuoi messaggi prende tutto lo schermo del computer ...



Ciao Ron,

Quintus ti prende in giro, lui è famoso per le sue spiegazioni esaustive.

I suoi ultimi messagi sono davvero corti, avrai dovuto vederli prima!



Calum



era impossibile che fosse serio : ) e prima come erano i messaggi?? : O

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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Quintus » Wed Jul 17, 2013 4:11 am

Ron Weasley wrote:era impossibile che fosse serio : ) e prima come erano i messaggi?? : O

Prima erano troppo seri e troppo brevi!! Comunque io ci provo sempre a limitare, ridurre, tagliare, recidere, asportare, amputare, tosare, abbreviare, troncare, accorciare, annullare, sfrondare, sfittire, eliminare, abolire, sopprimere, scartare, spuntare, speronare (mm, forse questo no), sfoltire, segare, cancellare, escludere, scorciare quello che scrivo. Come vedete faccio i miei sforzi e la buona volontà ce la metto. E' colpa mia se a volte la valigia non mi si chiude nemmeno se ci salto sopra e devo sceglierne una un pochino più grande?

Ron Weasley wrote:la mira ce l'ho visto che faccio tiro con l'arco

Anch'io ho fatto tiro con l'arco!!! Un mio amico ed io avevamo comprato due archi di costo medio-basso, e tuttavia non scadentissimi, in un negozio di articoli sportivi in via Martelli ed avevamo anche preso delle lezioni. Ci avevano insegnato l'impostazione del corpo, la posizione della testa e delle braccia, come mirare (cosa che, a dire il vero, non ho ancora capito al 100%), e soprattutto come staccare le dita dalla coda della freccia per farla partire senza destabilizzarne la traiettoria. Poi, a volte, la sera dopocena, s'andava a tirare in una vecchia palestra vicino a Settignano. La palestra era stata dismessa come palestra e adibita all'allenamento di tiro con l'arco.

Certe volte arrivava gente attrezzatissima, con giubbotti rinforzati da pezze di cuoio nelle zone soggette a frizione e con quei guanti speciali che proteggono la mano sinistra dalla frustata della corda al momento del rilascio. Noi invece non avevamo niente, eccetto la mano paonazza. Alcune di queste persone possedevano archi speciali, costosi, quegli archi con quella specie di tiranti e carrucoline, che non so come si chiamano, che non erano bellissimi a vedersi ma mollavano delle staffilate tremende.

Il tiro in palestra era divertente: il volo della freccia era lineare e accettabilmente rapido; quando la freccia impattava nel supporto di vimini del bersaglio faceva il suo bel toc netto, cosa che non guasta se non altro per non darti la sensazione di aver tirato una torta alla panna, si riusciva a mettere un bel po' di frecce, se non nei cerchi colorati, almeno nel bersaglino di carta.

Invece le poche prove all'aperto, in un bosco, furono deludenti. A causa della mancanza di un ambiente chiuso, acusticamente riverberante, niente toc. Bastava un rèfolo di vento e la freccia perdeva l'assetto, scodava deprecabilmente e si perdeva oltre il bersaglio, sempre atterrando in macchie d'ortìca. Non so, ma avevo come la sensazione di tirare aeroplanini di carta.

Furono alcuni film con degli arcieri che fecero tramontare il mio interesse per l'arco. Soprattutto quelli su Robin Hood. Io vorrei tanto poter chiedere a quella gente della foresta di Sherwood "Ma scusate, ma codesti archi, chi ve li fornisce? Non li avrete mica comprati in via Martelli, no?". Ah, quei begli archi alti, sottili, eleganti, capaci di spedire una freccia lunga e pesante, con la punta di ferro, senza una virgola di scodamento, a distanze proibitive. Che archi bellissimi.

E, infine, quella scena di "Robin Hood: Principe dei ladri" con Kevin Costner, che vidi nei primi anni 2000. Fu in seguito a quella fantastica scena al rallentatore, in cui la freccia avvolta in una pezza fiammeggiante abbandona l'arco di Robin e si avvia con lentezza verso il bersaglio, mentre le fiamme gli balenano sulla punta a causa del vento della corsa e la lama del boia è ormai a qualche decimo di secondo dalla gola del fratello, fu in seguito a quella scena, dicevo, che mi risolsi a vendere l'arco ed a comprarmi un lettore di DVD.

Da 00:30 a 01:30
<Robin Hood Prince Of Thieves>

Ron Weasley wrote:solo una domanda specifica ho su firenze (la scrivo qua perchè credo sia l'unica): gli uffizi li hai mai visitati? ne vale la pena??

Li ho visitati e, sì, vale certo la pena di farci una scappata. Ma se dovessi fare io una visita di due giorni a Firenze, gli Uffizi sarebbero il secondo e ultimo luogo al chiuso dove sarei disposto a spendere qualche ora in più se fosse il caso. Il primo luogo sarebbe la visita all'interno della cattedrale di Santa Maria del Fiore, cioè il Duomo. Non solo, intendo, la visita all'interno delle navate, ma anche la salita sulla cupola del Brunelleschi, concedendosi il tempo necessario per digerire, con la calma necessaria, i 463 scalini che portano dal livello stradale alla lanterna, quel baldacchino ottagonale di marmo bianco immediatamente sotto la croce e la palla dorata (dove possono entrare una decina di persone anche se sembra piccina).

Quindi, secondo i miei gusti, questo sarebbe in pochissime parole il programma per me stesso per due giorni:

Luoghi al chiuso:

- Duomo (con salita sulla cupola)
- Uffizi

Luoghi all'aperto:

- Giro per il centro a partire dal Duomo e muovendo verso il fiume: Piazza della Repubblica, Piazza della Signoria col Palazzo Vecchio sede del comune e le varie statue, colonnato degli Uffizi, Fontana del Porcellino, Ponte Vecchio. Il vantaggio è che questi luoghi sono veramente a un tiro di schioppo l'uno dall'altro. Per piazza S. Croce dovrete camminare un pochino di più.

- Visita al Piazzale Michelangiolo, con una capatina alla Chiesa di San Miniato, in stile romanico (l'interno è da sballo, in specie nel periodo autunnale), che è proprio lì sopra il piazzale. Visita al Forte Belvedere, adiacente al piazzale, e possibilmente discesa, lungo il fianco della collina, dal forte fino a Porta Romana attraverso il Giardino di Boboli (non so se è ancora possibile. M'informo.)

- Visita a Fiesole, con salita alla terrazza della Chiesa di S. Francesco e varie possibilità di passare due ore con cose etrusche.


Quello che non farei è impelagarmi nel ginepraio di cappelle, cappellette, musei, scavi, operazioni e richiami culturali di varia natura e dai nomi ammalianti che, per quanto interessanti possano essere, e non sempre lo sono, vi stancheranno ed esauriranno tutto il vostro tempo.

Invece sulla cupola io cj'andrei proprio, perchè quando sarai uscito da quel pertugio che invece di svilupparsi sotto terra si sviluppa verso il cielo (ricorda che quando sarai lì sarai proprio dentro lo spessore delle otto grandi vele di mattoni rossi che vedi dall'esterno e di cui la cupola è costituita) potrai dire:

«...
Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d'alcun riposo,

salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.

E quindi uscimmo a riveder le stelle.
»


Ma resta in linea che passerotti altre informazioni sull'altro thread.

Quintus

-

Ron Weasley

Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Ron Weasley » Wed Jul 17, 2013 10:38 am

Stai tranquillo per il fatto dei messaggi, sono pochi gli utenti che ne scrivono abitualmente cosi tanti, e' un pregio : )

Ad essere sincero anche io non ho capito al 100% la mira, perche' vanno molto sul vago e sul soggettivo, a volte un istruttore ti spiega in un modo, un altro in un altro ecc...
Come facevi a tirare senza la protezione delle mani (la patelletta)? E' difficilissimo! Per forza te le graffi : (
L'arco di Robin Hood puo' sembrare sublime perche' e' un arco lungo inglese, invece quegli archi che dici tu con le carrucole ecc sono o gli archi corti nudi o gli archi olimpici che sono appunto piu accessoriati e ingombranti
Come mai l'arco di Robin Hood ti ha fatto tramontare questo interesse? Per l'invidia? : P

Arigato per l'anteprima del bellissimo tour, contavo di spendere mezza giornata per gli Uffizi : P menomale che sono tutti posti vicini vicini. Non lo sapevo che a Firenze ci fossero scavi etruschi : P piu e' antica meglio e' per me (l'arte intendo)
463 scalini per me sono acqua fresca, certo poi arrivato in cima sto con la lingua fuori pero' non e' niente di che xd sembra l'uscita di Dante dall'Inferno?, Bhe' Dante e' fiorentino, siamo in tema, chissa' forse da qualche parte sta nascosto pure Lucifero u.u devo stare in guardia, si sara' riuscito a liberare : D

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Quintus
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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Quintus » Fri Jul 19, 2013 12:44 pm

Ron Weasley wrote:Ad essere sincero anche io non ho capito al 100% la mira, perche' vanno molto sul vago e sul soggettivo, a volte un istruttore ti spiega in un modo, un altro in un altro ecc...

Meno male che te lo sento dire, perché non so come si possa mirare lunga una retta che sta dieci centrimetri più bassa dell'occhio. Se lo si fa è perché ci si è fatta l'abitudine, non perché è logico o evidente. E comunque è soggettivo.

Come facevi a tirare senza la protezione delle mani (la patelletta)? E' difficilissimo! Per forza te le graffi : (

La patelletta m'ero dimenticato di comprarla al momento dell'acquisto dell'arco, e siccome questi articoli li vendono solo in centro, poi mi fece fatica tornare là per quella. Ma non è solo per la pigrizia. E' che devi comprare il biglietto, aspettare l'autobus, arrivare al duomo, raggiungere il negozio, ritornare alla fermata, riaspettare l'autobus etc. etc. E' la novella dello stento che dura anni cento. Non che me lo ricordi con precisione, ma scommetto che mi sarò detto "meglio le frustate della corda dell'arco che avere a che fare con l'autobus" :wink:

Come mai l'arco di Robin Hood ti ha fatto tramontare questo interesse? Per l'invidia? : P

L'interesse mi si è affievolito perché per fare queste cose occorre molto tempo e molto, molto spazio. Quello che in un certo senso invidio alla gente di Sherwood è la libertà di manovra, e di conseguenza sia l'abilità con cui maneggiavano gli archi (sebbene, certo, solo nella finzione) sia il divertimento che ne traevano.
Per gli archi non sono richiesti porto d'armi e poligoni, ma se vai fuori devi cercarti un posto poco frequentato e un terrapieno su cui collocare i bersagli in modo da non dover macinare chilometri per andare a raccattare le frecce.
Di terrapeni e fianchi di collinette ce ne sono dappertutto, ma non so se hai notato, il terreno di fronte a questi è sempre o in forte pendenza o pieno di buche, per cui ogni volta che fai un tiro o ruzzoli giù per il fianco della collina o scompari in un anfratto (scherzo un po'). Penso davvero che per mantenere vive attività come queste a un certo punto occorra mettersi a fare delle gare, in modo da avere una motivazione in più. D'altra parte non mi sarei mai sognato di smettere se avessi avuto un giardino dove praticare questa attività, anche solo in forma ridotta.

Resta il fatto che l'arco è stato uno strumento affascinante che ha evocato immagini e ispirato storie a scrittori e filosofi. Prendi, per esempio, il mitico arco di Ulisse e la scena del tiro attraverso le fessure delle dodici scuri allineate sulla tavola della sala dei banchetti, oppure la freccia scagliata alla gola dello scellerato e tracotante Antinoo all'inizio del duello con i proci. E il famoso "Meglio, così combatteremo all'ombra" degli spartani quando furono avvisati che le frecce dei nemici avrebbero oscurato il cielo.

Mi è poi venuta in mente una famosa frase di Eraclito di Efeso (535 – 475 BC), città della Ionia, a proposito dell'arco. Egli la ideò, insieme a molte altre che sono oggi conosciute come "aforismi di Eraclito", per illustrare metaforicamente la sua filosofia, che consiste nel sostenere che tutte le entità esistenti sono caratterizzate contemporaneamente da coppie di proprietà opposte:

<HERACLITUS - by William Harris>
<Heraclitus - Wikipedia>

La frase, che in greco suona "to un tòxo ònoma bìos, èrgon de thànatos", [1] significa:

«Il nome dell'arco è vita ma la sua opera è morte»
«The name of the bow is life but its work is death»

Questa frase è molto suggestiva nella sua lingua originale e così ho deciso di mostrarne qui la versione in greco. Avrei voluto usare i caratteri del computer, ma pare che il benedetto aggeggio non voglia accondiscendere a fornirmi una omega con l'accento circonflesso e così ho scritto una nota a mano meglio che ho potuto:

Image

La frase si basa sul fatto che arco (bow) si dice tòxon, ma si può anche dire biòs, con l'accento sulla "o" (some hold that tòxon is bow and biòs is bow in tension, arco in tensione). D'altra parte bìos, con l'accento sulla "i", significa vita, life (ad es. biologia, etc.). Quindi la frase è basata su un gioco di parole, a pun:

The name of the bow (biòs - bee-òhs) is life (bìos - bèe-ohs), but its work is death

Eraclito è, ammesso che abbia senso dir così, il mio filosofo preferito. Tra l'altro mi sono rammentato di questa sua frase perché è menzionata in Panta rei (Tutto scorre, Everything Flows) di Luciano De Crescenzo (Napoli, 20 agosto 1928), uno scrittore che un tempo era ingegnere all'IBM. Posseggo 13 dei suoi 25 libri e naturalmente condivido con lui la passione per i greci antichi, i loro filosofi e la loro lingua. De Crescenzo è un grande affabulatore e un grande autore. Si valuta che abbia venduto 18,000,000 di copie dei suoi libri in tutto il mondo. I suoi pubblici detrattori, che gli rimproverano lo stile disinvolto e il linguaggio semplice dei suoi trattati di filosofia, farebbero bene prima a leggersi le sue bibliografie e poi a pubblicare essi stessi qualcosa. Restiamo in fiduciosa attesa.

<Luciano De Crescenzo>
<De Crescenzo - L'uomo>

Io credo che anche i nostri amici nativi di altre lingue troverebbero piacevole e non eccessivamente difficile la lettura dei libri di De Crescenzo. L'edizione di Panta rei che posseggo io (Arnoldo Mondadori Editore) è arricchita da riproduzioni dei disegni di M. C. Escher, che ben si addicono all'oscurità ed agli apparenti paradossi della filosofia eraclitea. Nel libro, interamente dedicato ad Eraclito, De Crescenzo immagina d'incontrare in sogno il filosofo greco sui gradini della scalinata del Duomo di Ravello (Salerno, Campania). Ecco come l'Autore narra il suo incontro con Eraclito (Capitolo III):

«Stravaccato come un barbone sui gradini della scalinata del Duomo di Ravello, l'uomo di Efeso mi guarda in silenzio. Ha l'aria arrogante di chi non ha più nulla da temere: non solo non mi saluta, ma finge persino di non vedermi. Tutto a un tratto, però, si alza di scatto, come punto da un'ape, e mi urla contro: "O indegno figuro, o mollusco ignobile, o verme schifoso, come osi alzare il tuo sguardo sulla mia persona? L'opera che mi appartiene non è stata scritta per te, ma per coloro che sono stati toccati dalla grazia delle Muse. Abbi almeno il pudore di tacere, ammesso che tu conosca la bellezza del silenzio!".
Non ci sono dubbi: è lui, è Eraclito l'Oscuro
(Heraclitus The Dark One), il più antipatico dei filosofi greci»

Questo è solo l'inizio, spassoso, e il resto è uguale. In effetti si narra che Eraclito fosse un po' scorbutico. Era un possente pensatore e uno snob all'ennesima potenza. Era anche di famiglia aristocratica, e come tale avrebbe potuto partecipare alla vita della sua città, Efeso, godendo di grande potere decisionale per diritto di nascita. Si dice che i suoi concittadini gli proposero di dar loro nuove leggi, ma egli rifiutò, sostenendo che la città era ormai in preda al malcostume politico.
Lo trovarono in un tempio mentre giocava a dadi con dei ragazzi e, agli efesii che lo guardavano indispettiti, disse: «Perché vi meravigliate, imbecilli? Non è meglio far questo che occuparsi di politica in mezzo a dei cretini come voi?» M'immagino la scena e le facce dei politici efesii: una per una le vedo [2]. Anche perché non gli potevano torcere un capello, essendo egli un nobile. Ora, per quanto io faccia sforzi sovrumani per non condividere il suo atteggiamento, tutte le volte che penso ai dibattiti di politica che ci ammanniscono la sera verso l'ora di cena, e agli ospiti che invitano con la scusa che tutti hanno diritto di "manifestare la propria opinione" ("manifestare", wow!), ebbene... ebbene... ebbene, è meglio se sto zitto. Mettiamola così: i Franco Battiato sono rarissimi ma grazie a Dio qualcuno ogni tanto ne è nato.

<Volto di Eraclito (hopefully)>

Arigato per l'anteprima del bellissimo tour, contavo di spendere mezza giornata per gli Uffizi : P menomale che sono tutti posti vicini vicini. Non lo sapevo che a Firenze ci fossero scavi etruschi : P piu e' antica meglio e' per me (l'arte intendo)
463 scalini per me sono acqua fresca, certo poi arrivato in cima sto con la lingua fuori pero' non e' niente di che xd sembra l'uscita di Dante dall'Inferno?, Bhe' Dante e' fiorentino, siamo in tema, chissa' forse da qualche parte sta nascosto pure Lucifero u.u devo stare in guardia, si sara' riuscito a liberare : D


Continuerò il discorso per te e per quelli a cui interessa nel thread delle vacanze ricominciando da queste tue ultime note.
Solo una cosa: se contavi di spendere mezza giornata agli Uffizi, fallo! Se la pittura ti affascina, lì ne hai per mesi. In tema di vacanze, ma anche per altre cose, il mio consiglio è "va dove ti porta il cuore".

Ciao!
Quintus

-
[1] Si pronuncia come in italiano, salvo il "th" che si pronuncia come in inglese. Alcuni lo pronunciano come una "z" sonora.
[2] E' facile vederle. Ma se non ci riuscite basta accendere la televisione: trasmettono in diretta 24/7 dal V secolo avanti Cristo.

Ron Weasley

Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Ron Weasley » Fri Jul 19, 2013 9:24 pm

in realtà la condizione generale per prendere la mira a tiro con l'arco è che ci si deve assicurare che la punta della freccia sia nel giallo, cioè nel cerchio più interno del bersaglio, però dico che il fatto è soggettivo perchè qualcuno dice che devi iniziare a prendere la mira prima della trazione e che durante la trazione la punta della freccia non si deve muovere dal giallo, qualcun altro dice che la punta della freccia deve stare sul giallo dopo la trazione, qualcuno dice che così facendo ti stanchi a prendere la mira col braccio teso, qualcun altro dice che è meglio perchè così non rischi di spostarti dal centro durante la trazione, ecc... a momenti mi mandavano al manicomio : PP

ah ecco perchè non hai comprato la patelletta, io personalmente non sarei mai riuscito a tendere l'arco senza la protezione della patelletta e poi rilasciare di colpo, peraltro sapessi quani lividi mi sono procurato perchè a volte quando rilasciavo la corda urtava il mio braccio, dei dolori lancinanti, anche col parabraccio, non oso immaginare come sia senza...

quando fai tiro con l'arco all'aperto secondo me percorrere chilometri per raccogliere le frecce è un sacrificio necessario, però in realtà non è quello l'unico problema. quando faccio tiro con l'arco all'aperto mi accorgo che a volte le frecce scomparivano nel nulla, pouf, come se durante il loro tragitto prima del bersaglio l'aria li inghiottisse, non ti dico dopo che quando vediamo che una freccia non è nel bersaglio(perchè è andata fuori) come ci disperiamo: pensiamo: speriamo non si sia persa, speriamo non si sia persa, e invece, a volte... effettivamente si è persa xd, e dobbiamo impiegare ore ed ore per cercarla in mezzo a tutto quel terreno e l'erba alta, senza contare che così si blocca anche il lavoro degli altri arcieri, che ovviamente non possono tirare con noi che andiamo avanti e indietro vicino al bersaglio per cercarla ^^.
La frase di Eraclito è azzeccatissima (del resto è riconosciuto che i greci antichi erano essi stessi delle perle di saggezza u.u), talmente vera che la potrei stampare su una maglietta (adoro stampare frasi e immagini sulle magliette : P) purtroppo però non ho avuto l'occasione di conoscere i pensieri dei filosofi perchè nella mia scuola la filosofia, assieme alla geografia, alla storia dell'arte, al latino e al greco, è una materia inesistente : (
De Crescenzo secondo me sotto sotto desidera veramente incontrare di persona Eraclito, forse per informarlo del fatto che la situazione politica dell'antica grecia non è così diversa da quella attuale italiana, e che due millenni di storia praticamente non hanno mutato niente di niente purtroppo, anzi, forse l'ha addirittura peggiorata : (

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Re: Real Time Italian Speech Encoding

Postby Quintus » Wed Jul 24, 2013 6:39 pm

Ron Weasley wrote:in realtà la condizione generale per prendere la mira a tiro con l'arco è che ci si deve assicurare che la punta della freccia sia nel giallo, cioè nel cerchio più interno del bersaglio, però dico che il fatto è soggettivo perchè qualcuno dice che devi iniziare a prendere la mira prima della trazione e che durante la trazione la punta della freccia non si deve muovere dal giallo,

Non si deve muovere dal giallo durante la trazione? Ma è un gioco da ragazzi! Vai al bersaglio, stacchi il cartoncino, lo appiccichi col nastro adesivo sulla punta della freccia in modo che sia nel giallo e vedrai che non si muove di lì né durante la trazione né mai. Solo una cosa vorrei sapere: ma quelli che elaborano queste teorie fanno centro ad ogni colpo? :)

qualcun altro dice che la punta della freccia deve stare sul giallo dopo la trazione, qualcuno dice che così facendo ti stanchi a prendere la mira col braccio teso, qualcun altro dice che è meglio perchè così non rischi di spostarti dal centro durante la trazione, ecc... a momenti mi mandavano al manicomio : PP

E considera che tutto questo arzigogolato argomentare vale solo per una ben fissata distanza dal bersaglio. Se il bersaglio lo metti a 100-150 metri mi sa che la punta della freccia dovrà stare nel blu del cielo. E invece, secondo me, quelli che l'arco lo usavano per vivere, come i cacciatori di tanti antichi popoli della terra, non avevano tutti questi problemi. Quindi i casi sono due: o passavano quarantott'ore al giorno a esercitarsi su tutte le possibili distanze o avevano una tecnica che permetteva loro di centrare il bersaglio senza dovergli dire "Mi scusi, posso dipingere un cerchietto giallo sulla sua pelliccia?"

ah ecco perchè non hai comprato la patelletta, io personalmente non sarei mai riuscito a tendere l'arco senza la protezione della patelletta e poi rilasciare di colpo, peraltro sapessi quani lividi mi sono procurato perchè a volte quando rilasciavo la corda urtava il mio braccio, dei dolori lancinanti, anche col parabraccio, non oso immaginare come sia senza...

Sentendo le tue parole mi viene da pensare che in via Martelli tenessero di nascosto un reparto "archi per arcieri della domenica". In altre parole, mi sa che i nostri archi erano un po' più sfiatati del tuo, perché è vero che l'urto della corda era fastidioso e irritava la pelle, ma non ci procurava dei veri e propri dolori.

quando fai tiro con l'arco all'aperto secondo me percorrere chilometri per raccogliere le frecce è un sacrificio necessario, però in realtà non è quello l'unico problema. quando faccio tiro con l'arco all'aperto mi accorgo che a volte le frecce scomparivano nel nulla, pouf, come se durante il loro tragitto prima del bersaglio l'aria li inghiottisse

Fai gare?

La frase di Eraclito è azzeccatissima (del resto è riconosciuto che i greci antichi erano essi stessi delle perle di saggezza u.u), talmente vera che la potrei stampare su una maglietta (adoro stampare frasi e immagini sulle magliette : P) purtroppo però non ho avuto l'occasione di conoscere i pensieri dei filosofi perchè nella mia scuola la filosofia, assieme alla geografia, alla storia dell'arte, al latino e al greco, è una materia inesistente : (
De Crescenzo secondo me sotto sotto desidera veramente incontrare di persona Eraclito, forse per informarlo del fatto che la situazione politica dell'antica grecia non è così diversa da quella attuale italiana, e che due millenni di storia praticamente non hanno mutato niente di niente purtroppo, anzi, forse l'ha addirittura peggiorata : (


La scuola aiuta, è vero, ma ci sono persone che dieci secondi dopo avere dato l'ultimo esame del loro corso di diploma aprono la valvola di sfogo (ruotando l'orecchio destro di 30 gradi in senso antiorario) e dimenticano tutto. Altre invece, spinte dall'interesse, imparano per tutta la vita, diventano esperti e magari scrivono libri.

Sembrerebbe che tu abbia letto quel libro. Eraclito è l'unico filoso al quale De Crescenzo ha dedicato un'opera che occupa un intero volume. Ed informare Eraclito sulle nuove mode degli ultimi 2,500 anni è proprio ciò che De Crescenzo fa, ricevendo in cambio da parte dell'uomo di Efeso la sua visione dell'universo e della creazione, beccandosi ogni tanto qualche "Sei come tutti gli altri: incapace di ascoltare e parlare", oppure "Questo perché sei un barbaro e ti accontenti degli occhi e delle orecchie".

A proposito di quell'aforisma che in greco suona "to un tòxo ònoma bìos, èrgon de thànatos", cioè:

«Il nome dell'arco è vita ma la sua opera è morte»
«The name of the bow is life but its work is death»

su Panta rei di Luciano de Crescenzo ho trovato una frase che potrebbe fornirci ulteriori lumi sul perché un oggetto comunemente chiamato tòxon potesse certe volte essere stranamente chiamato anche biòs.

Quintus wrote:La frase si basa sul fatto che arco (bow) si dice tòxon, ma si può anche dire biòs, con l'accento sulla "o" (some hold that tòxon is bow and biòs is bow in tension, arco in tensione). D'altra parte bìos, con l'accento sulla "i", significa vita, life (ad es. biologia, etc.). Quindi la frase è basata su un gioco di parole, a pun:

The name of the bow (biòs - bee-òhs) is life (bìos - bèe-ohs), but its work is death

La frase, che De Crescenzo mette in bocca a Eraclito è:

«...dalle nostre parti bìos vuol dire vita e bìa vuol dire violenza».

E' vero: da un lato abbiamo bìa (femminile) che significa, a seconda del contesto, forza, vigore, violenza o ira e dall'altro abbiamo bìos (maschile) che significa vita. Tra parentesi, non credo che ci sia bisogno di notare che vita implica anche vigore e viceversa.

Proviamo ora a immaginare in italiano un passaggio simile a quello da tòxon a biòs usando come esempio una frase dove compare un oggetto un po' diverso: la pistola. Pistola significa pistola, tuttavia ciò non toglie che ci si possa riferire ad essa con sputafuoco: alcuni direbbero la sputafuoco e altri, forse, lo sputafuoco. Pistola è femminile ma sputafuoco suona sostanzialmente maschile, indipendentemente dall'articolo che vorrete usare. Il passaggio da un nome femminile ad un appellativo maschile accresce l'idea di forza. Talvolta l'accrescimento non necessita dell'appellativo e avviene all'interno del nome stesso mediante cambiamento di genere:
"Non mi piace quella cosa che tieni in mano" => "Non mi piace quel coso che tieni in mano" , dove coso suona più allarmante di cosa . Altre volte invece occorre anche anche l'accrescitivo in "one":

una donna => una donnona => un donnone
una voce => una vociona => un vocione
una stanza => una stanzona => uno stanzone
una spada => una spadona => uno spadone

Ma torniamo alla pistola. Non è infrequente sentire nei film western:

"Raccogli il tuo sputafuoco e difenditi!" invece di
"Raccogli la tua pistola e difenditi!"

Questo è il punto: dicono sputafuoco per trasmettere il senso della capacità di struttiva, del carattere violento di una pistola.
Mi sono perfettamente convinto che la stessa cosa succeva per il tòxon. Un toxòn è un tòxon, ma al momento di un ipotetico duello all'arco probabilmente avrebbero detto:

"Raccogli il tuo biòs e difenditi!", non "il tuo tòxon".

Come potremmo rendere questo biòs in italiano? Ricordiamo che biòs, maschile, viene da bìa, femminile. Quindi anche lì, nel cambiamento dal femminile al maschile, c'è un accrescimento del concetto di forza, la bìa. Escluderei che biòs si possa rendere con "forte" o "forzoso" o "violento" o "iroso" perchè questi aggettivi vengono percepiti come sempre referentesi a persone o animali, non ad un oggetto come l'arco:

"Raccogli il tuo iroso e difenditi!"

Non va per niente bene. L'altro potrebbe ribattere: "Ma a chi ti riferisci, a mio zio? Fai meno lo spiritoso e difenditi tu piuttosto!"

Si potrebbe coniare uno di quei neologismi in "oso" che capita di sentire anche nella pubblicità televisiva. Pure i ragazzi ne sfornano parecchi di questi neologismi in "oso" a seconda delle loro necessità e contingenze. E proprio ora che me ne servirebbe uno non me ne viene in mente neanche mezzo. Comunque proviamo così:

"Raccogli il tuo violentoso e difenditi!"

Obbrobrioso. Non ci siamo per nulla. Addio, come minimo, all'atmosfera drammatica del duello. Dobbiamo girarci intorno. Propongo allora "sputaira" o "sputaforza":

"Raccogli il tuo sputaforza e difenditi!"

O forse ancor meglio, con un aggettivo puro che funziona come sostantivo:

"Raccogli il tuo sputaforte e difenditi!"

Ora sì che si va benino. Mi piacerebbe sentire le vostre proposte. Ma in fin dei conti son solo parole: il concetto è chiaro come il sole. Ecco perchè chiamavano il tòxon biòs. Non perché il biòs è un bow really in tension, ma perché, nella mente di chi parla, è immaginato come un something that is able to spit force out (by tension), or "spit strongly".

Grazie Ingegner De Crescenzo. Ho sempre saputo che non spendevo i miei soldi invano.

Quintus

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