Lingue di smeriglio

Have a question about Italian grammar? Need a quick translation from Italian to English or vice versa? Post it here!
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jelonek
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Lingue di smeriglio

Post by jelonek » Mon Apr 22, 2013 3:34 pm

Ciao a tutti!
Vorrei che qualcuno mi spieghi la frase seguente: "Le ombre iniziavano ad allungarsi sulla strada, strisciando fra i solchi di careggiata come lingue di smeriglio". La frase viene dal romanzo di Marcello Simoni "Il mercante di libri maledetti".
Grazie :)

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Itikar
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Re: Lingue di smeriglio

Post by Itikar » Mon Apr 22, 2013 4:51 pm

Ciao Giovanna! :)

Si tratta di ombre che, quando viene la sera, si fanno più lunghe poiché il sole declina ad occidente.
Così facendo le ombre si allungano ricoprendo i segni lasciati nella carreggiata da vetture (o carri?) ma lo fanno in modo allungato e affilato, come appunto "lingue", in italiano infatti dicesi ad esempio anche "lingue di fuoco". In particolare tali ombre a causa probabilmente de loro colore o a causa del colore che danno alla strada in quel punto, diventano simili allo smeriglio, un minerale:

Image

Spero di esserti stato utile.
I would be very grateful, if you could please correct my English.

jelonek
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Re: Lingue di smeriglio

Post by jelonek » Tue Apr 23, 2013 7:46 am

Ciao Itikar!
Grazie tante - la tua risposta è stata molto utile. :)

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Quintus
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Re: Lingue di smeriglio

Post by Quintus » Wed Apr 24, 2013 1:29 am

I romanzi di Marcello Simoni avranno molti pregi dei quali, nella mia prodigiosa ignoranza, sono sicuramente all'oscuro, ma se si guarda a quella sua frase di sole diciassette parole ci si trova al cospetto di una piccola collezione di, chiamiamoli così, virtuosismi lessicali. Intanto, le sole lingue che "si allungano" sono, che io sappia, quelle di certi rettili e anfibi. Ora, se l'intento dell'autore era quello di creare un'atmosfera misteriosa o minacciosa, visto che poi per metterci i brividi le suddette lingue egli le fa pure strisciare, non poteva semplicemente scrivere "strisciando fra i solchi di carreggiata come lingue di serpente"? O, meglio, "insinuandosi fra i solchi di carreggiata come lingue di serpente"?.

Che ti va invece a escogitare il nostro fantasioso (ex) archeologo? Ti escogita l'ercinìte, un minerale nero granuloso, detto comunemente "smeriglio", una varietà del corindone (corundum), a sua volta ossido di alluminio (Al2O3), che viene impiegato come materiale abrasivo nei cosiddetti "fogli di carta abrasiva" usati dai carrozzieri per levigare lo stucco sulla carrozzeria delle auto.
C'è sempre da imparare. Da domani, sul far della sera, guardando le ombre allungarsi sull'asfalto della strada dinanzi al portone di casa mia, dirò a me stesso: "Ecco, arrivano le ombre dalle striscianti lingue ercinìtiche". Oppure "Ecco, arrivano le ombre dalle striscianti lingue corindòniche" (o corindoniane? O forse corindonesi? O corindonesianiche?).

Ma ciò che mi lascia basìto (ricordate la Santanchè? "Sono totalmente basìta") è la mancanza dell'articolo in "solchi di carreggiata". E' vero, esistono i "chicchi di riso", i "tappi di bottiglia", i "topi di fogna" eccètera eccètera. Ma il chicco è la forma tipica del riso, così come il tappo è un componente essenziale della bottiglia e come pure tutti sanno che i topi sogliono vivere nelle fogne, salvo quelli che prediligono la mia cantìna. I questo caso riso, bottiglia e topi sono visualizzati mentalmente in modo, per così dire, archetìpico e quindi vengono di solito espressi senza articolo, a meno che non si faccia riferimento a qualche riso, bottiglia o topo particolari, oppure non li si voglia più o meno inconsapevolmente enfatizzare per mezzo dell'articolo usato nel senso del noto "ille" latino, "ille Caesar". Orbène, è il solco la caratteristica distintiva della carreggiata? Che io sappia, no. Qui a Firenze la caratteristica distintiva della carreggiata è la buca (o buha). Eppure non si dice "le buche di carreggiata", semmai si dice "le buche della carreggiata".

Tant'è. Fo però molti sinceri auguri a Marcello Simoni perché uno che scrive in modo così estroso mi sta molto simpatico.

Quintus

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jelonek
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Re: Lingue di smeriglio

Post by jelonek » Fri Apr 26, 2013 8:05 am

Grazie, Quintus, ho riso molto leggendo la tua risposta. :D :D
Nel primo tempo ho capito che queste ombre diventano meno chiare, come pulite dal smeriglio. Che ne pensate?
jelonek

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Quintus
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Re: Lingue di smeriglio

Post by Quintus » Sun Apr 28, 2013 3:03 am

jelonek wrote:Grazie, Quintus, ho riso molto leggendo la tua risposta. :D :D
Nel primo tempo ho capito che queste ombre diventano meno chiare, come pulite dal smeriglio. Che ne pensate?
jelonek
Capisco quello che vuoi dire, cioè ombre rese ancora più scure dall'azione abrasiva (działanie ścierne) dello smeriglio. Se fosse così, però, l'autore probabilmente avrebbe detto "ombre smerigliate" piuttosto che "ombre di smeriglio".
La preposizione "di" seguita dal nome di un materiale, o di una sostanza, mi fa supporre che egli intenda esattamente "lingue che sembrano fatte di smeriglio", nello stesso modo in cui, ad esempio, con "martello di gomma" si indica un martello per costruire il quale è stata utilizzata la gomma anziché il ferro.

Ti riporto nel seguito la mia interpretazione. Dato però che questa, sebbene la conclusione sia elementare, avrebbe richiesto un gran numero di spiegazioni, ho preferito stavolta affidarmi alle immagini e prendermi anche un po' di svago con la macchina fotografica.

La frase era:

«Le ombre iniziavano ad allungarsi sulla strada, strisciando fra i solchi di carreggiata come lingue di smeriglio»
«The shadows were lengthening on the road, creeping across the pavement's tracks like emery tongues»

Vorrei anticiparti che, secondo me, quel "lingue di smeriglio" significa non solo "scure" ma anche "dall'aspetto ruvido (szorstki wygląd) come lo smeriglio", diversamente non avrebbe avuto molto senso ricorrere proprio allo smeriglio per mettere in rilievo il colore scuro delle ombre. Infatti, più comunemente, l'oscurità della notte e le ombre sono associate al colore della pece (pitch, pak) o dell'inchiostro (ink, atrament).

Credo quindi che Marcello Simoni desiderasse proprio comunicarci, letteralmente, che l'aspetto di quelle lingue d'ombra era "scuro e ruvido" esattamente come i granuli (granulki) dello smeriglio ("ciemna i szorstka jak ziarna Emery", or "ciemne i grube ziarna, takie jak korund" - by Google Translator):

«The shadows were lengthening on the road, creeping across the pavement's tracks like dark and rough tongues»

Si può anche notare che "corindone" (corundum, korund) è usabile al posto di "smeriglio" (emery, Emery): infatti queste due parole indicano il medesimo materiale, mentre con "smerigliare" e "smerigliatura" si intende talvolta un'operazione di levigatura che non implica necessariamente un materiale specifico.

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Lo smeriglio si ottiene da una varietà di corindone, che è il minerale visibile qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Corindone

Il minerale viene ridotto in grani, o granuli, di svariate dimensioni, come si vede nella foto che ci ha fornito Alessandro. I grani vengono poi incollati su supporti di carta spessa (o tela), ottenendo in tal modo la "carta smerigliata" o "carta da smeriglio" o "carta abrasiva". La fig. 1 mostra una confezione di carta abrasiva, mentre nella fig. 2 sono visibili tre ritagli di circa 45x65 mm ciascuno. Nella fig. 3 sono mostrati gli ingrandimenti dello strato granulare di due di essi: rispettivamente del primo, con grani di taglia n. 220, e del terzo, con grani di taglia n. 40.

Image

A titolo di curiosità, secondo l'articolo che segue il n. 40 è la taglia più grossa:

http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_abrasiva

La modalità di classificazione della dimensione dei grani è tale che questa decresce all'aumentare del numero identificatore, lo stesso di quanto succede, ad esempio, per il diametro del filo elettrico nel sistema americano standardizzato AWG (American Wire Gauge).

Che relazione c'è dunque tra lo smeriglio, o corindone, e le ombre? La relazione s'intuisce confrontando le figure 4 e 5.

Nella fig. 4 il ritaglio di carta abrasiva n. 220 della fig. 2 è stato fotografato alla luce del giorno da una distanza di un paio di centimetri mentre un pacchetto di sigarette proiettava su di esso l'ombra triangolare visibile nella foto. Ovviamente l'aspetto dell'ombra conserva la granularità (granularity, ziarnistość) dello strato superficiale della carta abrasiva.

Image

La fig. 5 mostra la zona centrale della carreggiata della strada sottostante alle finestre di casa mia ripresa da una ventina di metri con un teleobiettivo. Anche in questo caso l'ombra triangolare prodotta da un veicolo in parcheggio conserva la granularità del manto stradale (road surface, nawierzchnia drogi) asfaltato (asphalted/paved, asfalt).

Image

Dunque sembra che Marcello Simoni, il quale parla appunto di "lingue di smeriglio" tra i solchi "della carreggiata", abbia voluto restituire l'impressione di ruvidezza conferita alle ombre dai granuli dell'asfalto mentre esse si distendono, anzi addirittura strisciano, in forma di lingue, su una carreggiata nel momento in cui il sole al tramonto si abbassa sull'orizzonte.

Va da sé che quest'immagine è alquanto inusitata: altri, mediante un'associazione d'idee leggermente diversa, avrebbe magari parlato di ombre "vellutate" (velvet shadows, aksamitne cienie).

Mi scuso per la pessima traduzione, ma la colpa è tutta di Google. :wink: :D

Quintus

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jelonek
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Re: Lingue di smeriglio

Post by jelonek » Mon May 06, 2013 7:55 am

Grazie grazie grazie! La traduzione invece è ottima. :) :)

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